20 ottobre 2018
Aggiornato 09:30

Brucellosi, mangiamo ogni giorno carne infetta? In Sicilia boom di casi. Cos’è la Brucellosi, sintomi e cure

La lettera di Corrao (M5Stelle) per combattere la Brucellosi: è boom di casi a Messina. Tutto ciò che devi sapere su questa temibile malattia
Allevamenti e brucellosi, mangiamo carne infetta?
Allevamenti e brucellosi, mangiamo carne infetta? (Jarun Ontakrai | Shutterstock)

La carne (non lavorata) può essere considerata un alimento sano e nutriente solo se proviene da animali che godevano di buona salute quando erano in vita. Purtroppo per noi la carne proveniente da allevamenti intesivi difficilmente è davvero sana. Spesso è contaminata da batteri che causano la tubercolosi o la brucellosi. A lanciare l’allarme in merito agli alimenti infetti, è stata la Commisione Europeua, la quale specifica che «la provincia di Messina è la più malata d’Italia».

Ci vogliono vaccinazioni
Affinché tutti noi possiamo sentirci tranquilli sia al momento dell’acquisto che al momento del consumo, l’unica opzione possibile sarebbero le vaccinazioni. Proprio per questo motivo Ingnazio Corrao, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ha chiesto che venga condotto un piano di prevenzione per la tubercolosi e brucellosi al più presto. «Quello che stiamo chiedendo è un piano straordinario di vaccinazioni che incredibilmente non è mai stato realizzato, a fronte di fondi europei arrivati in Sicilia per eradicare la brucellosi. Per questo ho scritto una lettera all’assessore Ruggero razza poiché sta a lui autorizzare e promuovere questo piano straordinario di vaccinazione. Chiediamo anche una rendicontazione precisa e puntuale di tutti i fondi europei arrivati in Sicilia per il piano eradicazione vogliamo sapere che fine abbiano fatto. L’inchiesta di Sabrina Giannini su Rai 3 ha raccontato in modo impeccabile come purtroppo alcuni veterinari avrebbero occultato la brucellosi contribuendo a far consumare carne infetta. Uno scandalo dalle proporzioni enormi, con diversi milioni di euro di fondi europei in ballo. Oggi il gruppo investigativo che ha combattuto il fenomeno nei Nebrodi è stato smantellato, Manganaro Daniele è stato trasferito e i suoi due straordinari colleghi Rino Todaro e Tiziano Granata sono morti lo stesso giorno l’anno scorso in circostanze molto strane. Dedico a loro questo mio impegno al fianco degli allevatori onesti – sottolinea Corrao – lavorando al fianco dell’Unione degli allevatori di Sicilia, che per primi hanno denunciato lo scandalo dell’assenza di vaccinazioni», spiega Corrao sul suo sito.

La Sicilia la regione più colpita
Sul sito di Corrao si evince che «Nonostante i milioni di euro di Fondi UE spesi, la Sicilia rimane la regione italiana più colpita con quasi il 3% di aziende infette da brucellosi bovina e ovicaprina nel 2017, e il 75% delle aziende della provincia di Messina risulta non indenne», sono questi i dati forniti durante la risposta all’interrogazione parlamentare che lo stesso Corrao aveva fatto di recente.

Chi ci guadagna?
In tale contesto – continua Corrao - c’è anche chi sta ricavando immensi profitti, come le aziende che commercializzano e trasformano la carne proveniente da animali infetti, perché la comprano a prezzi bassissimi e non hanno l’obbligo di segnalarne la provenienza e la immettono liberamente nella nostra catena alimentare facendola consumare anche ai bambini. D’altro canto, il finale, se non si interverrà al più presto, sarà scontato perché la stessa Commissione Europea asserisce che «nel caso in cui le misure attuate non portino a un progresso chiaro in tale direzione, il sostegno finanziario potrà essere riesaminato». In ogni caso, tutti sappiamo che se non verranno presi provvedimenti al più presto, tutti noi rischiamo di mangiare carne infetta e ammalarci seriamente.

Cos’è la brucellosi
La brucellosi, per essere precisi, è una zoonosi – ovvero una malattia veicolata da un animale e trasmessa all’uomo. Viene trasmessa da alcuni tipi di batteri gram negativi appartenenti al genere Brucella: B. melitensis, B. aboutus, B.suis, B. canis, B. ovis, B. neotomae. Solo i primi quattro, però, possono contagiare anche l’essere umano. Non è una patologia che si riscontra solo in Italia ma quasi in tutto il mondo – soprattutto nei paesi del Mediterraneo e asiatici. A differenza di quanto si creda, però, non colpisce solo i bovini, ma tutti gli animali da allevamento (mucche, pecore, capre, maiali, cervi) e persino da compagnia – i cani, per esempio.

Come viene trasmessa la brucellosi
L’essere umano può venire infettato dalla brucellosi se viene in contatto con animali malati o con carne (o altri prodotti) infettati. Il batterio può essere presente in bevande o cibi, può contagiare un essere umano anche tramite inalazione o ferite cutanee. Infine, seppur raramente, un uomo può essere infettato dalla brucellosi qualora il proprio cane sia entrato in contatto con il batterio.

E’ possibile il contagio tra esseri umani?
In realtà si tratta di casi rarissimi. Affinché ciò avvenga si dovrebbe accedere a trapianti di tessuti, avere una trasmissione per via sessuale o bere il latte materno derivante da una mamma affetta da brucellosi. «La lavorazione del latte, le condizioni climatiche, l'ambiente igienico, le condizioni economiche e sociali sono i fattori determinanti per l'infezione e la trasmissione della brucellosi. Il contatto umano con animali domestici infetti è spesso una via di trasmissione dell'infezione da brucellosi. Il periodo di incubazione di questa infezione è tra 1-3 settimane, ma può richiedere diversi mesi prima dell'apparizione della malattia», spiegano i ricercatori del Centro di ricerca sulle malattie infettive e la medicina tropicale presso la Babol University of Medical Sciences (Iran).

Sintomi
Come sempre accade per questo genere di malattie, è molto facile che inizialmente si manifestino sintomi simili a quelli dell’influenza: febbre, mal di testa, insonnia, anoressia, dolori muscolari, debolezza e mal di schiena. Se la patologia non viene curata per tempo, potrebbe venir intaccato il sistema nervoso centrale o potrebbe cronicizzarsi il problema con stanchezza e febbre ricorrente. I casi più gravi necessitano di ricovero ospedaliero, con un minimo rischio di mortalità.

Le cure
Per curare la brucellosi vengono somministrati alcuni antibiotici per circa un mese e mezzo: doxiciclina e rifampin. «Cotrimoxazolo più rifampicina per sei settimane può essere il regime di scelta per il trattamento di pazienti di età inferiore agli 8 anni. La gentamicina per 5 giorni più il cotrimoxazolo per sei settimane può essere un regime alternativo adatto», spiegano i ricercatori del Centro di ricerca sulle malattie infettive e tropicali di Jundishapur, Università di Scienze Mediche di Jundishapur (Iran). D’altro canto, le statistiche ci dicono che le persone infettate da brucellosi, dal 1997 al 2009 sono in netta diminuzione. Forse anche a causa di un utilizzo più consapevole delle norme igieniche durante la manipolazione del cibo. In ogni caso è consigliabile consumare sempre latte pastorizzato e lavarsi molto bene le mani dopo aver toccato la carne.
 

Fonti scientifiche

[1] Emerg Infect Dis. 1997 Apr-Jun;3(2):213-21. Brucellosis: an overview. Corbel MJ1.

[2] Caspian J Intern Med. 2015 Winter; 6(1): 46–47. PMCID: PMC4478120 PMID: 26221498 Human brucellosis: An overview Mohammad Reza Hasanjani Roushan, MD1 and Soheil Ebrahimpour, DVM

[3] Ann Agric Environ Med. 2013;20(2):233-8. Brucellosis in humans--etiology, diagnostics, clinical forms. Galińska EM1, Zagórski J

[4] Caspian J Intern Med. 2013 Spring; 4(2): 636–641. PMCID: PMC3755828 PMID: 24009951 Treatment of brucellosis: a systematic review of studies in recent twenty years Seyed Mohammad Alavi, MD*,1 and Leila Alavi, VMD2

[5] Brucellosi – Epicentro – Istituto Superiore della Sanità

[6] Brucellosi, aspetti epidemiologici - Epicentro – Istituto Superiore della Sanità

[7] Brucellosi. per l’UE «l’area messinese è la più malata d’italia» – Ignazio Corrao