5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Battito cardiaco accelerato

Conosci TRIPnano, la molecola capace di contrastare il batticuore?

Scienziati italiani dell’Università Statale di Milano hanno sviluppato una molecola capace di contrastare in modo efficace l’accelerazione della frequenza cardiaca

Cuore e batticuore
Cuore e batticuore Shutterstock

MILANO – E un peptide chiamato TRIPnano quello appena sviluppato dai ricercatori dell’Università Statale di Milano. La molecola, tutta italiana, si è rivelata capace di agire in modo selettivo e di contrastare l’accelerazione del battito cardiaco provocato dall’adrenalina. Secondo gli autori, questa ricerca apre nuove prospettive nella gestione terapeutica dello scompenso cardiaco e della coronaropatia.

La molecola
Lo studio, appena pubblicato sulla rivista scientifica eLife, riporta come si sia stati in grado di sviluppare questo peptide formato da pochi aminoacidi, e ottenuto dalla riduzione di una proteina, in grado di contrastare l’effetto provocato dall’adrenalina sull’accelerazione del battito cardiaco. Il peptide, denominato TRIPnano, agisce in modo selettivo sui canali HCN, che incidono sull’automatismo del battito, impedendo la loro attivazione da parte dell’AMPc, un importante ‘secondo messaggero’ la cui concentrazione viene regolata dall’adrenalina. Il TRIPnano consente così di non alterare la risposta di altri componenti cellulari importanti, come per esempio i canali per il calcio, insistendo sui soli canali HCN – riporta il comunicato dell’Ateneo. La ricerca consente, pertanto, di compiere un ulteriore passo avanti nella comprensione e nel controllo a livello molecolare del ritmo cardiaco e il TRIPnano si propone come un nuovo tool con potenzialità ancora da investigare nella gestione terapeutica dello scompenso cardiaco e della coronaropatia.

Lo studio è stato condotto da Andrea Saponaro, giovane ricercatore del Dipartimento di Bioscienze della Statale, in collaborazione con altri laboratori a Milano (Dario DiFrancesco, Dipartimento di Bioscienze), in Italia (Lucia Banci, Centro di Risonanze Magnetiche (CERM) dell’Università di Firenze) e all’estero (Gerhard Thiel, Technische Universitaet, Darmstadt, Germania, Matteo Mangoni,  Institut de Génomique Fonctionnelle (IGF-CNRS) Montpellier e Bina Santoro, Columbia University, New York). Il lavoro è stato coordinato da Anna Moroni, docente di Fisiologia vegetale al Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale, nell’ambito di una ricerca sul controllo dell’attività dei canali ionici sponsorizzata da Fondazione Cariplo e dalla Comunità Europea, programma H2020- ERC.

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