23 ottobre 2018
Aggiornato 16:12

Si strappa una pellicina dall’unghia e rischia di morire. Ecco cosa è accaduto

Un giovane ragazzo di 28 anni finisce in ospedale in condizioni gravissime dopo essersi strappato una pellicina. Ecco cosa è accaduto
Si stacca una pellicina dall'unghia e rischia di morire
Si stacca una pellicina dall'unghia e rischia di morire (Miriam Doerr Martin Frommherz | Shutterstock)

SOUTHPORT - Una storia incredibile che rappresenta senz’altro una rarità ma che deve far riflettere su molte delle nostre abitudini considerate innocue. Una giovane ragazzo, di appena 28 anni, aveva l’abitudine di strappare le pellicine dalle dita della mano. Probabilmente, come tanti altri, lo faceva quasi per gioco o come un insolito sistema anti-stress. Quello che è certo, però, è che mai avrebbe immaginato di scontrarsi faccia a faccia con la morte per una cosa simile. Ecco i dettagli dell’accaduto.

Pericolo pellicine
Il suo nome è Luke Hanoman, è un ragazzo di 28 anni che vive a Birkdale (Southport). Da anni aveva l’abitudine di giocherellare con le pellicine che si trovano ai lati delle unghie delle mani. Ma non solo: spesso le strappava causando piccole lacerazioni cutanee. Di certo non sapeva che queste ultime lo avrebbero portato dritto dritto in ospedale, rischiando addirittura di morire.

Onicofagia
Il ragazzo ha raccontato ai media esteri che aveva l’abitudine di mangiare unghie e strappare pellicine per una causa nervosa. Tuttavia, l’ultima volta che lo ha fatto, la piccola ferita che ha provocato al dito ha causato un danno inatteso. Inizialmente la zona era rimasta un po’ arrossata ma non si trattava di certo di una novità, facendolo spesso il dito era praticamente sempre in quelle condizioni. Qualcosa, però, è cambiato da un momento all’altro.

Uno strano gonfiore
Con il passare del tempo, la zona – oltre a essere arrossata – era anche stranamente gonfia. Man mano che passavano le ore avvertiva una sorta di pulsazione all’interno del dito. Anche in questo caso dava poco peso all’accaduto fino a che, la sintomatologia non ha cominciato a degenerare.

Spossatezza e febbre
Passa ancora del tempo, ma non troppo, e il ragazzo comincia a sentirsi stranamente stanco e spossato. Inizialmente pensò si trattasse di una sindrome influenzale, ma poi la febbre aveva cominciato a salire sempre di più. «Mi mangiavo sempre le unghie – spiega Luke al Mirror - Era una cosa nervosa. E un giorno ho morso la pelle lungo il lato della mia unghia. Mi ha fatto male un po' ma non ci ho pensato. Sono stato al lavoro per tutta la settimana e ho iniziato a sviluppare sintomi simil-influenzali che stavano gradualmente peggiorando. Avevo sudori freddi, stavo tremando e poi diventavo caldo. Il mio dito ha iniziato a gonfiarsi e avvertivo questa pulsazione insopportabile. Ho iniziato a sentirmi davvero strano e non potevo concentrarmi». Poi, il sintomo che ha cominciato a farlo sentire davvero perplesso: strani puntini stavano comparendo in alcune aree del suo corpo.

Ancora peggioramenti
Circa due settimane dopo aver strappato la pellicina, il ragazzo decise si convinse che era necessaria una visita medica. D’altro canto non riusciva più a lavorare talmente si sentiva male. «Mia madre è venuta a trovarmi e mi ha chiesto se stavo bene perché avrei dovuto essere sveglio in quel momento [erano le 14.00, nda]. Le ho detto che non mi sentivo bene e lei mi ha detto che non avevo un bell'aspetto». Fu proprio la madre ha chiamare l’111 del NHS descrivendo all'operatore i sintomi.

Rischio di morte
Quello con cui si stava scontrando il povero Luke non era solo un’infezione gravissima, ma un principio di sepsi generalizzata, facilmente identificabile (per un medico) dalla presenza di strani puntini rossi. I medici sapevano che se non veniva curato in tempo di certo rischiava di non uscire più dall’ospedale. «Ero vicino allo shock settico. Mi hanno detto che ero fortunato ad essere vivo». Poco dopo Luke era in una barella con una flebo nel braccio.

Le cure
I medici dell’ospedale gli hanno somministrato una cura antibiotica mirata e ora Luke può riabbracciare la moglie e i suoi due figli di cinque e sei anni. Il ragazzo ammette che prima di allora non sapeva niente di sepsi e vorrebbe mettere in guardia tutte le persone che hanno la sua stessa abitudine. D’altro canto la Chemist-4-U.com , la società per cui lavora Luke, intende portare maggiore consapevolezza sulla sepsi partecipando al Wear Red Day il prossimo 18 maggio. «Per noi è molto importante cercare di sensibilizzare su una malattia che uccide così tanta gente, eppure manca ancora di consapevolezza pubblica», ha dichiarato Shamir Patel, fondatore e farmacista di Chemist-4 -U.com.

Attenzione a mangiarsi le unghie
«Rimuovere la pelle attorno alle unghie può lasciare ferite aperte che possono rapidamente infettarsi. Sembra una storia dell’orrore, ma è un dato di fatto che la sepsi e altre infezioni possono essere causate da qualcuno che inavvertitamente si strappa le pellicine. L'abbiamo fatto tutti e sappiamo quanto possa essere doloroso, ma non è niente in confronto alle conseguenze che, in rari casi, possono essere estreme. Chiunque abbia l'abitudine di mangiarsi le unghie dovrebbe conoscere i rischi e fare tutto il possibile per fermarsi. Come qualsiasi abitudine, può essere difficile da interrompere, ma ci sono molti passaggi pratici e facili che possono essere adottati per porvi fine», conclude Patel.