20 febbraio 2020
Aggiornato 11:00
Vapore acqueo per BCPO

Ancona, il primo intervento con il vapore che cura le malattie polmonari

Le malattie polmonari come la broncopneumatia cronica ostruttiva da ora in poi potranno essere trattate con un intervento mini invasivo

vapore acqueo per curare le malattie polmonari
vapore acqueo per curare le malattie polmonari Shutterstock

Una novità che ha tutta la parvenza di un trattamento di estremamente rivoluzionario. A volte, infatti, è partendo dalle cose più semplici che si arrivano a scoprire le cure che cambieranno il modo di concepire la medicina. Questa volta la terapia si focalizza in tutti i pazienti affetti da patologie dell’apparato respiratorio che potranno finalmente ridurre i sintomi più importanti: tosse, dispnea e difficoltà respiratorie. Ma, inaspettatamente, non si tratta di farmaci innovativi ma di un sistema di somministrazione tanto semplice quanto efficace.

Terapia endoscopica
L’idea è quella di poter far usufruire al paziente una terapia mini invasiva allo scopo di curare le patologie più comuni che, a volte, potrebbero anche avere un esordio fatale. Stiamo parlando di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e l’enfisema polmonare. Due malattie che da ora in poi potrebbero essere curate con una nuova terapia effettuata in endoscopia. E’ stata applicata per la prima volta proprio in Italia a fine novembre dai medici del reparto di Pneumologia di Torrette, guidata dal professor Stefano Gasparini in collaborazione con Lina Zuccatosta e Martina Bonifazi.

Una migliore qualità della vita
Purtroppo allo stato attuale non esiste un metodo miracoloso che possa portare la guarigione immediata di tali malattie respiratorie. Ma questo nuovo metodo evita di eseguire interventi chirurgici e migliora notevolmente la qualità della vita.

Come funziona
Il funzionamento è molto semplice: si inerisce un piccolo catetere collegato a un palloncino erogatore posizionato proprio nei polmoni. In quel momento viene rilasciato del vapore acqueo a temperatura medio-alta: circa 80 gradi. Il metodo favorisce la cicatrizzazione degli alveoli che funzionano male permettendo così una migliore respirazione.

Risultati soddisfacenti
E’ stato necessario attendere un mese -  dal primo intervento eseguito su un paziente italiano, il 27 novembre scorso – per verificare l’efficacia del metodo. Ora sta bene grazie a una riduzione del 25% del volume polmonare. L’uomo, dell’età di 68 anni, era un accanito fumatore. Un’abitudine che molto facilmente causa patologie respiratorie. Ma ce ne sono già tanti altri in lista che attendono di sperimentare il vapore acqueo.

Un riconoscimento all’ospedale
«Un riconoscimento per l’azienda ospedaliera, ma anche per l’Università Politecnica - spiega il professor Stefano Gasparini, storico primario dell’unità operativa che ha ribettazzetto scherzosamente il metodo come La scoperta dell’acqua calda. «È il primo anno che il Ministero della Salute riconosce la specializzazione delle malattie dell’apparato respiratorio. La patologia di cui ci occupiamo, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, è comune e coinvolge milioni di fumatori, eppure è poco conosciuta», ha dichiarato il professore al Resto Del Carlino.