25 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Nube radioattiva in Italia

Pericolo nube radioattiva su tutta l’Europa: ecco da dove viene

Una nube radioattiva sta viaggiando per tutta l’Europa, Italia compresa, dalla fine di settembre. Alcuni esperti hanno trovato l’origine in Russia, ma c’è chi smentisce

Nube radioattiva in Italia
Nube radioattiva in Italia Shutterstock

Se non bastavano gli effetti devastanti sulla nostra salute causati dalle ingenti quantità di smog che ogni giorno siamo costretti a respirare, ora arriva un’altra novità – che pochi gradiranno. L’aria di gran parte dell’Europa sembra infatti essere contaminata da una nube tossica e radioattiva. E correre ai ripari ora forse è un po’ tardi considerando che il tutto è iniziato a fine settembre. I media, tuttavia, non avevano dato largo spazio alla notizia anche perché non si avevano ancora molte conferme, specie per quanto riguarda l’origine della nube. Ora sembrano esserci ulteriori novità che saranno probabilmente confermate (o smentite) nei prossimi giorni.

Rutenio-106
Da più di un mese e mezzo nei cieli di gran parte dell’Europa – Italia compresa – si intravede una nube radioattiva. Pare contenga il Rutenio-106, un materiale radioattivo che viene tradizionalmente utilizzato in oncologia per curare il cancro oculare. Ma non solo: è anche un’ottima fonte di energia per i satelliti.

Niente allarmismi
Come sempre accade in questi casi, molte persone sono in preda al panico ma nel giro di poche ore arrivano le notizie rassicuranti: non bisogna avere paura le concentrazioni sono minime e non ci sono rischi per la salute umana. Chiaramente comprenderne la quantità d’esposizione variabile da individuo a individuo, è praticamente impossibile. In ogni caso ora la situazione sembra essere migliorata e, nel nostro paese, i livelli massimi sono stati registrati i primi giorni di ottobre, riportando una lenta diminuzione a partire dal 6 ottobre.

Da dove viene questa nube tossica?
E’ la domanda che tutti – da giorni – ci stiamo facendo. Alcune persone, tuttavia, sembrano aver fatto luce sulla questione. Si tratta degli esperti dell'Irsn - l'Istituto francese per la sicurezza nucleare – che ritengono debba essere scartata l’ipotesi iniziale della fuga del Rutenio-106 dalle centrali nucleari a causa di un problema dovuto a un reattore nucleare. Tuttavia, la quantità minima farebbe pensare a una dispersione proveniente da un impianto nucleare che si trova a sud degli Urali, più precisamente nel territorio di Kazakistan o Russia.

Una quantità notevole
A detta degli esperti, la quantità iniziale di materiale radioattivo fuoriuscito dalla fonte sarebbe stato notevole, ovvero intorno ai 100/300 tera Becquerels. Se un simile livello fosse arrivato nel nostro paese, sarebbe stata richiesta l’evacuazione per diversi chilometri a partire dal luogo della fuga. D’altro canto l’IRSN ritiene che non possa trattarsi di un incidente, in quanto se ci fosse stato un guasto, non avremmo avuto a che fare solo con il Rutenio-106 ma anche con altri tipi di materiali radioattivi. Si sospetta quindi che la fuoriuscita possa essere partita da un centro di combustibile nucleare o un centro di medicina.

La Russia cosa dice?
Nonostante gli esperti ritengano che la nube provenga da tali zone, la Russia smentisce e afferma di non essere a conoscenza di un fatto simile. Ma non solo, l’ente nucleare russo (Rosatom) ha persino dichiarato di non aver trovato nessuna traccia di Reutenio-106 nei cieli della Russia. Insomma, la verità sarà difficile da trovare, considerando che anche ai giornalisti del Reuters è stata chiusa la porta in faccia quando hanno interpellato il portavoce del Ministero delle Emergenze Russe. Si potrà mai fare chiarezza in merito?