6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Sindrome tako-tsubo

Mal d’amore? Attenzione: lascia segni indelebili sul nostro cuore

Una sindrome conosciuta con il nome di tako-tsubo si evidenzia nei soggetti che hanno sofferto per amore. Anche quando il problema sparisce, il cuore ne rimane danneggiato. Ecco perchè

Mal d'amore e problemi cardiaci
Mal d'amore e problemi cardiaci Shutterstock

Chi di noi non ha mai sofferto per amore almeno una volta nella sua vita? A quanto pare, però, quella sensazione struggente di eterna tristezza lascia segni indelebili. Se da un lato ci sembra che il tempo ci aiuti a guarire tutte le ferite interiori, dall’altro appare piuttosto evidente che anche quando ci sentiamo di nuovo bene, i solchi lasciati dai momenti di angoscia rimangono sempre dentro di noi. E sembrano evidenziarsi a livello fisico, guarda a caso, proprio nel cuore. È quanto emerge da una recente ricerca condotta da alcuni scienziati scozzesi.

Il cuore viene danneggiato
Eh sì! L’organo ad esserne colpito maggiormente sembra essere proprio il nostro muscolo cardiaco. Quando asseriamo di avere il cuore infranto, forse, stiamo proprio dicendo la verità. A scoprire la relazione sono stati i ricercatori dell’università di Aberdeen, in Scozia. Recentemente hanno condotto uno studio su 55 persone. Tutte erano affette da un particolare disturbo, denominato sindrome tako-tsubo. Si tratta, in sintesi, di una cardiomiopatia da stress. Come gruppo di controllo i ricercatori hanno anche reclutato 44 individui sani.

Sindrome del cuore infranto
La patologia è anche conosciuta come sindrome del cuore infranto. Si tratta di un problema non nuovo, ma conosciuto intorno agli anni settanta e che colpisce con maggior prevalenza le donne. I ricercatori, per mezzo dello studio, volevano capire quali erano i rischi a lungo termine derivanti da questo tipo di malattia. Problema che si manifesta proprio in seguito a delle pene d’amore o comunque in relazione ad eventi tristi.

I sintomi della cardiomiopatia da stress
«La cardiomiopatia da stress somiglia a una crisi cardiaca: dolore al petto, al braccio destro, alla mascella o nella parte alta della schiena, disturbi respiratori, nausea improvvisa, vertigine, sudore freddo. Eppure nessuna arteria coronarica è bloccata, caratteristica principale di un infarto. Fino a oggi si pensava che questi pazienti recuperavano da soli, senza intervento medico. Oggi abbiamo dimostrato che gli effetti deleteri della malattia persistono nel tempo», ha dichiarato Dana Dawson, autrice dello studio.

Il problema non si supera mai
Secondo quanto emerso dalla ricerca, pubblicata sul Journal of the American Society of Echocardiography, i pazienti non guariscono mai dalla patologia. Anche se apparentemente, come fino ad ora tutti hanno creduto, sembrava proprio così. Gli scienziati hanno infatti scoperto che lascia grandi stralci a livello di salute cardiaca.

I risultati
Dai risultati si è evidenziato come i dispiaceri di una certa entità apportino conseguenze cardiache piuttosto negative. Per esempio, i pazienti che hanno sofferto di questo genere di alterazioni per circa quattro mesi sono enormemente predisposti a sviluppare una fibrosi. Motivo per cui – a detta dei ricercatori – i pazienti che hanno sofferto di tale sindrome dovrebbero essere tenuti costantemente sotto controllo, esattamente come avviene nelle persone affette da insufficienza cardiaca.