Liquirizia e ipertensione

Liquirizia: è davvero pericolosa per il cuore? Le risposte della scienza

La liquirizia è realmente dannosa per l’apparato cardiovascolare? Si tratta di uno dei fitoterapici più importanti per la nostra salute, ma è importante saperla utilizzare nel modo corretto

Liquirizia è davvero dannosa per il cuore e ipertensione?
Liquirizia è davvero dannosa per il cuore e ipertensione? (Saneek | Shutterstock)

La liquirizia è una delle piante più dolci che esistano al mondo. Benché alcuni estratti facciano pensare esattamente l’opposto, la sua polvere ha un potere dolcificante talmente elevato che potrebbe essere tranquillamente utilizzata come sostituto dello zucchero. Tuttavia, dosi troppo elevate – specie del suo succo – possono causare problemi cardiovascolari a causa del suo principio attivo: la glicirizzina.

50 volta più potente dello zucchero
Una delle peculiarità di questa antichissima pianta sfruttata alla stregua di un vero e proprio medicinale fin dai tempi dell’antica Babilonia, è il suo potente effetto dolcificante. A differenza di quanto si pensi non è paragonabile a tale alimento ma è 50 volte più dolce. Ciò significa che se voleste dolcificare il vostro caffè dovreste usarne la cinquantesima parte.

La glicirizzina è pericolosa?
Ormai la fobia della liquirizia è nota da tempo. Chiunque abbia la pressione leggermente alta ha il timore di utilizzarla. Ma va detto che solo dosi eccessive e continuate possono causare problemi seri. La radice della pianta contiene flavonoidi e saponine triterpeniche – una di queste è, appunto, la glicirizzina. Il motivo di tanto rumore è che tali componenti sono molti simili ai recettori steroidei e la pianta svolge così un’attività simil-corticoide. Dosi elevate, quindi, possono causare effetti collaterali ipermineralcorticoidi/iperaldosteronici con rischio di incappare in ipopotassemia e ipertensione.

Ma le cose non stanno proprio così
Nel libro della dottoressa Costanza Giunti (Decotti e Tisane ed. Tecniche Nuove), tuttavia, si legge che «dalle osservazioni fatte su malati di ulcera trattati con glicirizzina, spesso dopo un lungo periodo manifestano edemi agli arti e diffusi gonfiori, astenia e ipertensione e quindi si è scatenata una caccia alle streghe a carico della liquirizia. Dati scientifici mal interpretati (ad esempio: su topi alimentati con glicirizzina in dosaggi di un quarto del peso del topo) e la tendenza piuttosto diffusa di usare solo il principio attivo senza voler considerare l’azione del fitocomplesso nel suo insieme hanno portato a un’informazione che se fosse rimasta in ambito scientifico sarebbe stata, come poi è avvenuto, oggetto di prove e controprove, e che ha invece dilagato creando paure e diffidenza nella popolazione». In poche parole: è chiaro che se al posto della radice intera, in fase sperimentale viene utilizzato solo il principio attivo (per di più ad alte dosi) è matematicamente impossibile non avere effetti collaterali. D’altro canto la liquirizia intera contiene molte sostanze che agiscono in sinergia (tra cui anche quelle antiinfiammatorie) evitando effetti collaterali gravi. È chiaro che un abuso può comunque portare a effetti avversi. Ma questo vale per tutto: anche per il caffè, il vino, gli alimenti di uso comune e persino l’acqua.           

Overdose di liquirizia sopra i 40 anni
Negli ultimi giorni si è tanto parlato di un comunicato dell’FDA circa il pericolo della liquirizia nei confronti del cuore. Anche in questo caso stiamo parlando di abusi e non di un consumo tradizionale. L’FDA, infatti, riporta un possibile rischio per i soggetti al di sopra dei 40 anni che consumano almeno 57 grammi al giorno per due settimane. Se si pensa che le confezioni di pastigliette di succo di liquirizia puro pesano mediamente 15-50 grammi significa finire una scatola al giorno. Con simili dosi il rischio è quello di diminuire eccessivamente i livelli di potassio causando disturbi cardiaci anche seri. «Lo scorso anno - spiega Linda Katz, esperta dell'Fda - l'agenzia ha ricevuto un report su un appassionato di liquirizia che ha avuto problemi medici dopo l'assunzione. E diverse riviste scientifiche hanno legato questo alimento a problemi di salute sopra i 40 anni, soprattutto in chi ha già precedenti di problemi al cuore o pressione alta. I livelli di potassio comunque tornano normali in breve tempo quando si termina l'assunzione». Quindi è importante sottolineare che i media non hanno alcun motivo per creare tanto allarmismo in maniera ingiustificata. Come tutte le cose è essenziale non abusarne e quindi, per evitare effetti collaterali gravi basta il buon senso.

I benefici della liquirizia
Ricordiamo che sono molte le ricerche scientifiche che hanno evidenziato effetti positivi nel consumo di liquirizia. Tra questi una potente azione antibatterica nei confronti del cavo orale, ottenuto grazie a un macerato in alcol puro per 72 ore a 37 gradi. In soli dieci giorno di utilizzo a mo’ di collutorio si evidenzia una notevole riduzione dei batteri. La liquirizia, inoltre, sembra essere particolarmente efficace nelle ulcere causate da Helycobacter. Uno studio del 2015, invece, si è concentrato sui preziosi effetti antivirali attivi contro l’influenza, la miocardite, gli enterovirus e l’HIV. Tra i batteri su cui agisce ricordiamo anche lo Staphylococcus aureus, l’Escherichia coli, lo Pseudomonas aeruginosa, la Candida albicans e il Bacillus subtilis. Infine, la pianta ha dimostrato di avere effetti ipoglicemizzanti e riducenti del grasso addominale. Due importanti fattori di rischio cardiovascolare.

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