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Macuolopatia: può portare alla cecità. Cause, sintomi e il test da fare a casa

Tutto ciò che dovresti sapere sulla maculopatia. Come si previene, le diagnosi mediche e i test fai da te, le cure e le novità della scienza per eliminarla in pochi minuti

Maculopatia: sintomi, cause e cure
Maculopatia: sintomi, cause e cure (Sjstudio6 | Shutterstock)

La maculopatia è una delle malattie più silenziose. Quando ci si accorge che la nostra vista è compromessa, infatti, potrebbe essere troppo tardi. Per fortuna esistono metodi diagnostici e preventivi per evitare la degenerazione della macula. Ecco tutto ciò che dovresti sapere.

Una degenerazione della macula
Alla base della maculopatia vi è una degenerazione della macula. Ovvero di un’area che si trova al centro della retina e che consente la visione distinta. È contraddistinta dalla perdita della visione centrale che può avvenire monolateralmente, ma con maggiori probabilità si presenta in maniera bilaterale. Raramente può portare alla cecità e solo se intervengono altri fattori di rischio. La più comune forma di maculopatia è quella definita senile che si sviluppa, cioè, in età avanzata. Ma possono presentarsi anche altri tipi di degenerazione della macula: maculopatia diabetica, miopica, essudativa o a cellohpane.

I soggetti più a rischio maculopatia
Le persone che rischiano di più la maculopatia sono le persone anziane (maculopatia senile) dai 65 anni in su. In questi casi possono verificarsi due tipi di degenerazione: quella secca o quella umida. La prima è contraddistinta da una progressiva e moderata atrofia del tessuto retinico. La seconda, decisamente più preoccupante, è caratterizzata dallo sviluppo di vasi sanguini molto deboli che si rompono con estrema facilità. Ne consegue una modesta perdita di sangue che porta a una modificazione dei tessuti locali. In tal caso la visione centrale appare particolarmente annebbiata.

Quali sono le cause della maculopatia?
Tra i fattori di rischio per la maculopatia ricordiamo, in primis, l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta e l’eccesso di luce solare.

I campanelli d’allarme
Alcuni campanelli d’allarme che evidenziano come una possibile maculopatia possa essere alle porte sono, per esempio, caratterizzati dalla necessità di aumentare la luce per poter leggere; a tutto ciò si accompagna una difficoltà nella visione notturna o, appunto, in condizioni di scarsa illuminazione. Anche i colori si affievoliscono e si ha una netta riduzione della sensibilità al contrasto.

I sintomi della maculopatia
Inizialmente potrebbe essere difficile capire se si è affetti da maculopatia. I sintomi potrebbero essere infatti confusi con altre patologie oculari. Tra i segnali d’allarme più comuni ci sono la distorsione delle immagini o metamorfopsie. In questo caso la persona vede gli oggetti particolarmente deformati o più piccoli. Un altro sintomo comune è quella della presenza di una sorta di macchia centrale in cui non si vede niente. Questo accade perché è stata danneggiata la parte centrale della macula, denominata fovea. Quindi se si tenta di mettere a fuoco un oggetto non si riusciranno a osservare i dettagli della parte centrale. Un test semplice che può fare chiunque è quella di osservare un orologio: se si vede bene la sagoma ma non si vedono numeri e ora, significa che si è affetti da maculopatia.

Il test da fare in casa
Un test semplicissimo che può fare chiunque per vedere se c’è un principio di maculopatia è l’Amsler test. Lo scopo è quello di individuare eventuali problemi di metamorfopsia, disturbi che generalmente si manifestano allo stadio iniziare. Per eseguire il test è sufficiente avere a disposizione una griglia, denominata Griglia di Asmler. In poche parole si tratta di osservare un reticolo a righe verticali e orizzontali. Sul web ci sono molti documenti pdf facili da stampare. Uno ben fatto è disponibile a questo indirizzo. Dopo aver stampato il documento è necessario porre la griglia a una distanza media di 40 centimetri. Dopodiché si copre un occhio e si mette a fuoco nel puntino al centro della griglia con l’occhio ancora scoperto. In questo momento è importante cercare di osservare con attenzione la griglia. Dopo averlo fatto abbiate l’accortezza di controllare se le righe sono tutte dritte o se appare qualche zona distorta. In quest’ultimo caso è molto probabile che siate affetti da maculopatia. Il test va ripetuto anche nell’altro occhio. È importante rivolgersi al proprio oculistica anche nel caso in cui la griglia appare spezzata, scura o sfocata.

Il test dell’OCT
Per determinare un’eventuale rischio o la presenza di una maculopatia è possibile eseguire un esame, presso il proprio oculista, che si chiama OCT o Tomografia ottica computerizzata. Si tratta di un esame diagnostico non invasivo scansiona la cornea e la retina.

In trenta minuti si torna a vedere come prima con la vitrectomia
In molti casi, i pazienti affetti da degenerazione maculare vedono oggetti che ‘svolazzano’ davanti agli occhi, quasi come fossero delle mosche volanti. Questi minuscoli oggetti che non esistono, eppure li vediamo sono detti miodesopsie. Una nuova tecnica chiamata vitrectomia pare possa ovviare a questo e agli altri problemi tipici della maculopatia. «La vitrectomia 27 Gauge – spiega in una nota il dottor Alberto Bellone, oculista di Torino specializzato in chirurgia refrattiva e chirurgia vitreoretinica – è una tecnica chirurgica mini-invasiva che interviene direttamente sulle cause che provocano la comparsa di questi piccoli oggetti, scientificamente chiamati miodesopsie. In meno di mezz’ora si torna a vedere bene eliminando del tutto il problema». E dopo, mai più mosche volanti: esse, infatti, si vedono a causa «della degenerazione del corpo vitreo, quel gel che riempie l’occhio, che con il passare del tempo tende a dividersi nelle sue due componenti: quella liquida e quella fibrillare – chiarisce il dott. Bellone – Le fibrille vitreali si agglomerano e formano dei corpi mobili che seguono il movimento dell’occhio in tutte le direzioni. Pur non essendo di per sé pericolose per la vista – aggiunge l’esperto – evidenziano però un’alterazione del vitreo e possono essere un segnale d’allarme di malattie retiniche».

Nuove speranze dalla terapia genica
La maculopatia potrebbe essere evitata grazie alla terapia genica che sarebbe in grado di riprogrammare il DNA delle cellule della retina aggiungendo ai geni tutte le istruzioni necessarie a produrre una proteina in grado di prevenire la cecità. Lo studio in questione è stato condotto recentemente dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora e pubblicato su The Lancet. Se in futuro i test ne confermeranno l’efficacia potrà divenire una preziosa alternativa alle iniezioni intravitreali di uso più comune nei soggetti affetti da maculopatia.

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