Allarmismi inutili. Udito in pericolo per l’uso di antidolorifici come aspirina, ibuprofene o paracetamolo: non è proprio così
Uno studio suggerirebbe che troppi analgesici o antidolorifici come i Fans possono far perdere l’udito. Ma si tratta soltanto allarmismo perché lo studio non dimostra questo collegamento. Il presunto rischio è trascurabile e non è provato il legame con l’uso di questi farmaci, ovvero non vi sono prove di una causa/effetto

STATI UNITI – Secondo quanto riportato dai numerosi media, che hanno ripreso la notizia dal Daily Mail o da altri, hanno lanciato l’allarme per l’udito se si assumono anche soltanto due volte a settimana o si usano per una media di 6 anni farmaci antinfiammatori o antidolorifici come i Fans, l’aspirina, l’ibuprofene o il paracetamolo. Ma, se si legge bene quanto riportato nello studio si scopre che non è proprio così. Un caso in cui si è fatto dell’inutile allarmismo.
Solo donne
Anzitutto nello studio sono state coinvolte soltanto donne e di razza bianca. E questo è già un limite, perché non sono rappresentati i due generi sessuali e tutte le altre etnie. Poi, i casi riportati di abbassamento dell’udito sono 1 su 20, circa il 5,5%. Questo su oltre 54mila donne di età compresa tra i 48 e i 73 anni. Ma, cosa fondamentale, è che gli stessi autori dello studio hanno sottolineato che questi risultati non dimostrano che l’uso di questi farmaci causi un abbassamento o danno all’udito.
Come è stato condotto lo studio
Ad aver condotto lo studio sono stati i ricercatori del Massachusetts Eye and Ear Infirmary, Harvard Medical School, Harvard TH Chan School of Public Health, Vanderbilt University, e Brigham and Women’s Hospital. E’ stato finanziato dal National Institutes of Health ed è stato pubblicato nella versione online dell’American Journal of Epidemiology.
Si tratta di uno studio di coorte, che ha utilizzato i dati di uno studio a lungo termine basato sulla popolazione, in particolare infermieri negli Stati Uniti: il Nurses’ Health Study (NHS1). Lo studio ha avuto inizio nel 1976 e comprendeva 121.700 donne. Gli studi coorte però, in particolare quelli che durano molti decenni, possono sì essere modi utili per individuare modelli e collegamenti tra i fattori di rischio, ma non possono dimostrare che uno dei fattori (in questo caso l’uso di antidolorifici) ne provoca un altro: l’ipoacusia. Specie poi se questo non era un obiettivo dello studio, quando è iniziato 40 anni fa.
Inutili allarmismi
Sulla base dei risultati di questo studio, affermare dunque che le donne che assumono antidolorifici o Fans rischiano di diventare sorde è un inutile – e anche dannoso – allarmismo. Così come affermare che gli antidolorifici sono responsabili della perdita parziale dell’udito per una donna su 20. Difatti lo studio non prova che gli antidolorifici causano la perdita dell’udito, poiché non è stato misurato oggettivamente il grado di ipoacusia, ma soltanto i tassi di perdita dell’udito auto-riportati dalle partecipanti. L’unica cosa certa è che i farmaci antinfiammatori come i Fans devono essere assunti con molta attenzione, e sotto stretto controllo medico, poiché possono avere numerosi e anche pesanti effetti collaterali, danneggiando l’organismo. E, forse, l’abbassamento dell’udito può essere uno di questi, ma non necessariamente. Altro fattore importante, è che l’udito si abbassa naturalmente con il passare degli anni e l’avanzare dell’età. E le donne seguite per 40 anni nel frattempo sono invecchiate.
I dati reali
Dopo aver preso in considerazione i potenziali fattori di confondimento come età, origine etnica, indice di massa corporea (BMI), il consumo di alcol e il fumo, l’apporto di micronutrienti nella dieta legati all’udito, l’attività fisica, diabete, ipertensione e tinnito, hanno analizzato il collegamento tra l’uso dei farmaci la perdita dell’udito.
In particolare si è riportato che delle 55.850 donne nello studio, 18.663 (il 33%) hanno riportato in generale un certo livello di perdita dell’udito. L’uso regolare di ibuprofene e paracetamolo, ma non dell’aspirina, è stato collegato a una di poco aumentata possibilità di perdita dell’udito. L’uso regolare di Fans è stato collegato a un aumento della possibilità dal 7% al 10% a seconda degli anni di uso continuato. Supponendo che il collegamento con la perdita dell’udito sia attribuibile ai farmaci, i ricercatori hanno calcolato che il 4% dei casi di perdita registrata dalle donne nello studio udito erano il risultato dell’uso di FANS, e l’1,6% il risultato dell’uso paracetamolo. Secondo i ricercatori, lo studio non suggerisce l’uso occasionale di farmaci antidolorifici sia dannoso per l’udito. Tuttavia, un uso continuato negli anni potrebbe avere conseguenze per la salute. Gli autori fanno anche notare come ci siano anche altri fattori che possono danneggiare l’udito, come l’esposizione a rumori forti. Altri possibili fattori confondenti non misurati potrebbero aver spiegato il collegamento. Infine, la perdita dell’udito non è stata misurata mediante test dell’udito, ma semplicemente chiedendo alle persone se avessero avuto problemi di udito.