20 gennaio 2021
Aggiornato 08:30
Alimentazione

Alimenti scaduti, si possono vendere se non sono deteriorati

Una sentenza della Cassazione, di fatto permette la vendita di cibi dopo la data di scadenza, se questi non sono deteriorati. Ma questo chi lo stabilisce?

ROMA – Anche un alimento che sia scaduto può essere venduto. L’importante, è che non sia deteriorato e conservato in ottime condizioni. Ecco quanto stabilito dalla Corte di cassazione, nella sentenza 38841/2016 pubblicata il 13 settembre 2016, dopo aver respinto il ricorso di un commerciante accusato di aver venduto nel suo negozio delle patatine scadute.

Il fatto
La denuncia era partita da due carabinieri in libero servizio che avevano acquistato le patatine, scadute e ritenute deteriorate, prima di recarsi allo stadio per assistere a una partita di calcio. La Cassazione, in merito alla vendita dei prodotti alimentari, ha chiarito che il superamento della data di scadenza non è necessariamente tassativo per determinare un cattivo alimento. «La messa in vendita di prodotti scaduti di validità integra il delitto di cui all’art. 516 cod. penale – si legge nella sentenza – solo qualora sia concretamente dimostrato che la singola merce abbia perso le sue qualità specifiche, atteso che il superamento della data di scadenza dei prodotti alimentari non comporta, necessariamente, la perdita di genuinità degli stessi».

  • La Data di scadenza. Secondo la definizione che ne dà Wikipedia, la data di scadenza è la data fino alla quale un alimento è igienicamente idoneo al consumo, se mantenuto nelle corrette condizioni di conservazione. Essa viene riportata obbligatoriamente sugli imballaggi alimentari dei prodotti preconfezionati rapidamente deperibili (latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, carni fresche, prodotti della pesca e dell'acquacoltura freschi) con la dicitura 'da consumarsi entro' [o da 'consumarsi preferibilmente...] seguita dal luogo sulla confezione dove la data viene stampigliata. La data deve riportare, nell'ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l'anno. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità.Superata la data di scadenza, l'alimento può costituire un pericolo per la salute a causa della proliferazione batterica. Per legge è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione.

Ma le patatine…
Dello stesso avviso non erano i due carabinieri (e consumatori), i quali hanno dichiarato che le patatine erano di scarsa qualità, con un evidente deterioramento dei pacchetti e dell’alimento stesso. In particolare, i due carabinieri hanno sottolineato come «il prodotto fosse scaduto di validità ma, soprattutto, era stato accertato dagli stessi militari che le patatine avevano perduto le loro ‘qualità specifiche’, essendo indubbio che freschezza e fragranza delle patatine costituiscono qualità specifiche che il consumatore si attende dal prodotto in questione». In sostanza, se il cibo è scaduto ma non fa ‘schifo’, e non ti manda in ospedale, va bene. Ma chi lo stabilisce a priori questo? Non si può certo davvero pensare di mangiare prima e poi vedere se dopo si sta male.