18 luglio 2019
Aggiornato 00:30
Spesa farmaceutica

Farmaci, gli italiani spendono sempre più: in media l'8,6%. Ecco quelli più «ingoiati»

Dall'AIFA il rapporto Osmed sul consumo di farmaci in Italia. Nel nostro Paese si spende di più per i farmaci di cuore e arterie e meno per antibiotici, ma crescono i «superfarmaci» per l'epatite C

ROMA – Cresce la spesa per i farmaci in Italia, con gli italiani che spendono in media l'8,6% in più. Ma i dati circa la spesa sanitaria parlano di milioni di euro, spesso non giustificati. A guidare la classifica di quelli più consumati si confermano ancora una volta i farmaci per il sistema cardiovascolare, con in media più di mezza dose giornaliera pro-capite. Scende invece la spesa per gli antibiotici, forse alimentata dall'allarme resistenza.

La tendenza
Se i farmaci per il sistema cardiovascolare sono sempre quelli più consumati dagli italiani, secondo il rapporto Osmed dell'Aifa scendono al terzo posto in termini di spesa con 4.079 milioni di euro –  67,1 euro pro capite – dopo gli antimicrobici. In generale, la spesa per i farmaci cardiovascolari a carico del SSN è stata pari a 3.621 milioni di euro, segnando una lieve riduzione del -0,3%, rispetto all'anno precedente. Nonostante ciò, ancora una volta l'Italia si conferma il terzo Paese europeo ad avere la più alta incidenza della spesa pubblica e privata per farmaci cardiovascolari, secondo i dati provenienti dalle farmacie territoriali. A esclusione della quota di spesa erogata in ambito ospedaliero, la spesa si attesta al 22,3% dopo Grecia (27,7%) e Portogallo (24,2%).

La classifica
Dopo quelli per l'apparato cardiovascolare, al secondo posto nel consumo di farmaci ci sono quelli dell'apparato gastrointestinale e del metabolismo. Seguono i farmaci del sangue e per gli organi emopoietici e quelli per il Sistema Nervoso Centrale. Al secondo posto nella graduatoria delle categorie terapeutiche a maggiore impatto di spesa farmaceutica complessiva troviamo i farmaci antineoplastici e immunomodulatori, che segnano anche un aumento dei consumi. Si è per contro registrato un calo nel consumo di antibiotici, che scende del 2,7% nel 2015 e della spesa che si riduce del -3,2%.

Tra le regioni
A guidare la classifica delle regioni che consumano più farmaci ci sono Campania, Puglia, Calabria e Abruzzo. Le regioni dove invece se ne consumano meno sono la Provincia Autonoma di Bolzano, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Anche l'uso inappropriato degli antibiotici è in calo, forse alimentato dall'allarme resistenza ormai conosciuto ai più. Tra le categorie, la riduzione è più evidente per quelli contro la cistite acuta, l'influenza e il raffreddore (che non dovrebbero mai essere trattati con antibiotici perché causati da virus), la laringotracheite acuta. Le categorie invece ancora oggi maggiormente impiegate sono le penicilline i macrolidi e chinoloni.