27 settembre 2021
Aggiornato 09:00
Pediatria

No ai compiti delle vacanze. Il pediatra «Meglio stare all'aperto. E i libri costano 200 milioni di euro l’anno»

I tanti dibattuti compiti delle vacanze, secondo il pediatra sarebbero da abolire. Oltre a essere una ulteriore spesa per le famiglie, rubano tempo e risorse ai bambini

MILANO – Ci risiamo: finisce la suola, iniziano i compiti delle vacanze. Ma deve proprio essere così? Secondo il pediatra Italo Farnetani – strenuo avversario dei compiti delle vacanze – no. Ecco perché.

La solita tiritera
Quella di compiti delle vacanze è la solita tiritera che si ripete ogni fine anno scolastico. Senza chiedere il parere degli studenti, che sarebbero di certo d’accoro sull’abolizione di questa incombenza, sono in molti gli esperti a sostenere che i compiti delle vacanze hanno fatto il loro tempo. Uno di questi è il dottor Italo Farnetani, pediatra di Milano. Secondo lui, il rito dei compiti delle vacanze «si trascina sempre uguale da decenni. Incidendo sulle tasche delle famiglie: i libri per gli inutili compiti delle vacanze costano 200 milioni di euro l’anno. Inoltre – sottolinea l’esperto all’Adnkronos Salute – per svolgere questi esercizi servono in media in media dalle 90 alle 100 ore. Tutte ore ‘rubate’ alle vacanze, all’attività fisica all’aperto, al relax e al tempo trascorso con gli amici».

Mandiamolo in pensione
Il dottor Farnetani propone di mandare in pensione questo «vecchio rito». Lo si fa «lasciando spazio all’utilizzo delle nuove tecnologie, anche per colmare il ritardo informatico dei giovani italiani, che ci vede al terzultimo posto in Europa – spiega il pediatra – I nativi digitali italiani, infatti sono indietro rispetto ai coetanei europei. Un ritardo che devono colmare. Visto che la scuola latita, possono farlo durante le vacanze».

Regalo per la promozione? Lo smartphone
Secondo l’esperto un regalo di cui tenere conto per la ‘promozione’ è uno smartphone. Perciò, il regalo ideale «dalle elementari in poi è uno smartphone personale, anche usato e ricondizionato. In spiaggia, poi, sarebbe utile garantire la connessione WI-FI gratuita», commenta il dottor Farnetani, che tra l’altro è l’ideatore delle ’’Bandiere verdi dei pediatri’’ per le località a misura di bambino. «Per incrementare l’uso delle nuove tecnologie si deve iniziare fin da piccoli e in Italia siamo al terzultimo posto in Europa – ribadisce il pediatra – Secondo i dati Istat (Rapporto 2014) nei Paesi nordeuropei quasi la totalità dei giovani di 16-24 anni naviga in rete regolarmente, mentre in Italia il dato (84%) ci colloca tra gli ultimi posti della graduatoria europea, seguiti solo da Bulgaria (80%) e Romania (76%). Ci precede anche la Grecia (89%). Tutti gli altri Stati hanno percentuali superiori al 93%».

Un peso per gli alunni
I compiti delle vacanze «per 2 alunni su 3 (62%) sono il ‘tormentone’ dell’estate – sottolinea Farnetani – li eseguono per tutto l’arco delle vacanze, dedicando allo studio circa un’ora e mezza al giorno. Il 30% dei ragazzi, invece, si organizza per liquidarli nel mese di luglio. Solo il 2% li svolge ad agosto. Poi ci sono le ‘cicale’: 240mila alunni (il 4%) che li svolgono solo a settembre, poco prima dell’inizio del nuovo anno scolastico». Questi ultimi, secondo l’esperto, sono anche quelli che «si godranno l’estate e arriveranno a scuola rilassati e allenati». Ma non mancano i furbetti: secondo i dati sono circa 140mila quelli che i compiti delle vacanze «non li fanno proprio, ma tanto gli insegnanti per lo più non li correggono».

Far riposare bambini e ragazzi
Le vacanze estive dovrebbero essere motivo di riposo per gli studenti. Ma a causa dei compiti, spesso non è così. «Le scuole – precisa Farnetani – chiudono d’estate non per mandare in ferie gli insegnanti, ma per far riposare gli alunni. Per il loro benessere è necessario staccare completamente dallo stress legato all’apprendimento: studiare è utile e fondamentale, ma pur sempre faticoso, perciò chiudere libri e quaderni è il modo più efficace per far ‘ricaricare le batterie’ agli alunni».

Pochi, rendono svogliati
I compiti delle vacanze dovrebbero dunque essere aboliti. E non serve a nulla ridurne magari la mole. Secondo il pediatra è «inutile anche far fare solo pochi compiti delle vacanze: così si abitua solo l’alunno a studiare svogliatamente, privandolo comunque del gioco. In queste condizioni l’apprendimento è scarso e lo stress notevole. Nessuna paura poi che gli alunni dimentichino le nozioni acquisite, perché quelle ben apprese da piccoli sono le più durature».

Meglio stare all’aperto
Per la salute psico-fisica di bambini e ragazzi, specie nella bella stagione, è bene stare più tempo all’aperto – e dunque non chiudersi in casa per magari fare i computi. «È preferibile nei prossimi mesi tenere bambini e ragazzi in mezzo alla gente, all’aperto – conclude Farnetani – queste stimolazioni saranno un impulso importante per il loro sviluppo. Favorito anche dall’esercizio fisico e dalle nuove esperienze».