28 settembre 2020
Aggiornato 01:30
Psicologia

Pochi amici? Sei intelligente

Quando essere intelligenti non fa rima con socievolezza. Secondo uno studio, infatti, le persone con un più alto quoziente intellettivo sono decisamente più felici quando sole che non in compagnia di amici

LONDRA – Intelligenza e socievolezza non vanno a braccetto. Questo, per lo meno, quanto suggerito da un gruppo di psicologi della London School of Economics e della Singapore Management University e dai risultati del loro studio. Secondo i ricercatori, le persone con un più alto QI pare siano più felici quando si trovino da sole che non quando in compagnia di amici.

Socialità e felicità
Da una parte sono diversi gli esperti a ritenere che avere più rapporti sociali influisce in modo positivo sulla qualità della vita e sulla felicità. Poi, dall’altra, arrivano studiosi come i dottori Satoshi Kanazawa e Norman Li, psicologi evoluzionisti, che invece ritengono che tutto dipenda sempre da diversi fattori contingenti come, per esempio, l’intelligenza di una persona. Arrivando persino a suggerire che più sei intelligente meno rapporti sociali hai.

Questioni ancestrali
L’uomo moderno, per quanto lo possa essere, si porta comunque sempre dietro influenze ancestrali ereditate dai propri antenati e che si tramandano di era in era. Ecco quanto supposto dai ricercatori, così come riportato dal Daily Mail, che vuole l’essere umano ancora dominato dalle caratteristiche sociali di base sviluppate durante l’evoluzione della specie. Queste, secondo gli psicologi, tendono a determinare ancora oggi la nostra concezione di felicità. I dottori Kanazawa e Li ritengono che alla base della felicità odierna ci sia quella che viene definita ‘’Teoria della Savana’’. Si tratta di un presupposto elaborato da Kanazawa, secondo cui il comportamento umano primitivo tende a entrare in conflitto con quello moderno, poiché rimasto legato all’ambiente ancestrale dei primi Homo Sapiens.

La teoria della Savana
Per questo studio gli autori hanno applicato la teoria della Savana, secondo cui il cervello dei nostri antenati si è adattato alla vita della savana africana contraddistinta da una scasa densità di popolazione, pari a circa 150 individui per gruppo. Hanno poi coinvolto un gruppo di partecipanti adulti, con un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, al fine di valutarne il grado di soddisfazione personale. Analizzando i diversi fattori che influenzano il grado di soddisfazione personale e per la vita, i ricercatori hanno scoperto che sia la densità di popolazione che la frequenza con cui le persone interagiscono con amici e conoscenti è determinante, specie se raffrontati con ciò che accadeva nel passato. I risultati hanno mostrato che in generale le persone che vivono in zone ad alta densità abitativa sono poco soddisfatte della propria vita. E, peggio ancora, chi è più intelligente soffre ancora di più di queste interazioni o dal frequentare i propri amici. Secondo gli autori, le persone più intelligenti tendono a isolarsi per una sorta di istinto di sopravvivenza che fa sì possano meglio adattarsi alle sfide della vita moderna, gravate ahimè dalle influenze ancestrali.