30 settembre 2020
Aggiornato 10:00
Medicina

Influenza: ecco l'ultimo colpo coda. No all'antibiotico

Anche se fa stare male, l'influenza non necessita di cure con l'antibiotico, perché non è un'infezione batterica, ma vitale. La Simit: un uso sconsiderato potrebbe provocare resistenze alle infezioni

ROMA - Dovrebbe essere l'ultimo picco influenzale prima della primavera. Ma, nonostante ciò, sono ancora molte le persone che in questi giorni fanno i conti con febbre, tosse, catarro e così via. Per quanto non si tratti di una influenza più temibile di altre, con una media di 3-4 giorni trascorsi a letto, rimane comunque più pericolosa per i soggetti più fragili, quali anziani e bambini, ma anche cardiopatici, diabetici e soggetti con patologie croniche.

Più tardi degli anni scorsi
«Quest'anno l'influenza è arrivata un po' più tardi rispetto agli anni scorsi - spiega Massimo Andreoni, Professore ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Past President Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - a causa delle condizioni climatiche, tuttora molto incerte e altalenanti, che hanno provocato un picco imprevedibile nella seconda metà di marzo».

No agli antibiotici
Il medico torna a ribadire che l'influenza è una malattia virale che non risponde alla terapia antibiotica: l'uso degli antibiotici deve essere correlato esclusivamente a complicanze batteriche che vanno a sovrapporsi all'infezione. «Attenzione e cautela quando ci si rifornisce in farmacia, che deve essere considerato luogo commerciale e non di consultazione medica - precisa Andreoni - l'assunzione di antibiotico deve essere solo su richiesta del medico di fiducia. Non vanno assolutamente fatte autodiagnosi e non bisogna "prevenire" eventuali peggioramenti con medicine non richieste. Un uso di farmaci sconsiderato, lo ricordiamo, non solo non sortisce alcun effetto positivo, ma potrebbe addirittura provocare problematiche relative alle resistenze e alle infezioni».