18 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Alimentazione del futuro

Ecco la pasta agli insetti: una delizia per molti

Sfruttando l’assunto che gli insetti sono il cibo del futuro, un’azienda ha avviato la produzione di pasta agli insetti, ed è subito stata sommersa di ordini

Arriva la pasta agli insetti
Arriva la pasta agli insetti Shutterstock

FRANCIA – L’usanza di mangiare insetti, assai diffusa in molte parti del mondo, pare stia iniziando a trovare proseliti anche qui in Europa. Se qualcuno è disgustato al solo pensiero, c’è invece chi ha apprezzato l’iniziativa di un’azienda francese che ha iniziato la produzione di pasta agli insetti, sommergendola di ordini.

Brividi al solo pensiero
Ammettiamolo, per molti il solo pensiero di mangiare una cavalletta, delle formiche o un bruco fa venire i brividi. Eppure in molti Paesi è consuetudine. Sugli insetti in cucina (non quelli che si nascondono nella dispensa o nelle crepe dei muri) si sono peraltro espressi anche diversi nutrizionisti, i quali ritengono gli insetti un alimento ricco quanto a nutrienti – per esempio proteine. Ma nonostante ciò, specialmente in Italia, si fatica ad accettare questo tipo di possibile cibo.

L’idea vincente
Ad aver avuto quella che si è dimostrata da subito un’idea vincente è stata Stephanie Richard, la proprietaria di un pastificio artigianale già specializzato in produzione di pasta speciale come quella senza glutine o a ridotto tenore di glutine, quella integrale, con farina di farro e spezie eccetera. L’azienda, chiamata Pastadelices, ha così deciso di mettere in catalogo anche la pasta agli insetti.

In questo modo è meno rivoltante
Per ovviare al problema dell’orrido pensiero di vedere nel proprio piatto un insetto da mangiare, la Richard ha avuto un’altra idea fortunata: rivolgersi a un allevatore di insetti di Lione. L’intento iniziale era quello di produrre una pasta speciale rivolta agli sportivi, che necessitano di alimenti ricchi di proteine e facili da consumare. Ma per proporre una pasta che fosse accettata da tutti, e non solo da chi è già abituato a mangiare insetti, bisognava trovare un escamotage. Partendo dal presupposto «occhio non vede…» ecco che si è deciso di aggiungere gli insetti polverizzati alla farina per produrre la pasta. Questa speciale farina si va così a mischiare e disperdere in quella di frumento utilizzata per produrre la pasta (di tipo «radiatori»). In questo modo, non ci si accorge che dentro vi sono degli insetti: nello specifico, il 7 per cento di farina di grilli. Ecco dunque un caso in cui avere grilli per la testa si è rivelata una buona idea.