30 settembre 2020
Aggiornato 11:00
Psicologia

Cellulare e smartphone: il 90% degli italiani vi nasconde lì i propri segreti

Cellulari, smartphone e segreti celati. Nove italiani su 10 nascondo qualcosa a partner, famigliari e amici. Ecco quanto emerso dal sondaggio dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da Attacchi di panico.

ROMA – Telefonino cellulare e smartphone divengono custodi dei segreti degli italiani. Nove su dieci infatti nascondono qualcosa al loro interno e si guardano bene dal farlo sapere a partner e amici. Ecco quanto emerso dal sondaggio dell’Eurodap, Associazione europea disturbi da Attacchi di panico, che ha voluto indagare sul rapporto che gli italiani hanno con il proprio cellulare.

PIN inaccessibile
Uno dei modi per evitare sguardi indiscreti all’interno del proprio telefono cellulare è il blocco con il PIN. È il metodo più semplice e diffuso, ma ci sono anche più moderni sistemi come il riconoscimento delle impronte digitali, il riconoscimento visuale e così via. Chi però degli 8 italiani su 10 che ha scelto il Pin, spesso lo ha strettamente personale, in modo che nessun altro possa accedere al proprio telefono e ai dati in esso contenuti. Specie se il curioso è il partner, un famigliare o un amico.

L’indagine e i risultati
All’indagine hanno partecipato 1.500 ambosessi di età compresa tra 18 e 60 anni. «Il 10 per cento delle persone che hanno partecipato si è detto molto attento a non scrivere mai sul telefonino qualcosa che possa compromettere rapporti con i familiari o con gli amici», spiega la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente Eurodap. Se poi parlami di privacy, «i genitori e poi gli amici sono la minaccia più importante per i ragazzi fino a 25 anni – sottolinea l’esperta – Le persone dai 25 ai 50 anni, sia uomini sia donne, temono che il loro telefono possa finire nelle mani dei propri compagni o compagne, mogli o mariti».

Paura dei figli
Tra le varie paure che inducono a custodire gelosamente quanto c’è sul proprio smartphone vi è quella del giudizio da parte dei propri figli. «Paura anche per il giudizio dei figli – fa notare la dott.ssa Vinciguerra – se leggessero qualcosa di compromettente trovato sul telefonino di mamma e papà. E anche gli over 60 vogliono custodire il proprio telefono e gli eventuali segreti presenti all’interno. Hanno soprattutto paura del giudizio dei figli».

Il contenitore segreto
«Il telefonino – prosegue l’esperta – sta assumendo significati psicologici che vanno oltre l’abuso, la dipendenza, il finto rapporto sociale. Sta divenendo un contenitore attraverso il quale ci possiamo presentare, esprimere, comportarci in un modo completamente diverso da quello che normalmente mostriamo. E’ per questo che si cambiano spesso le password, per essere sicuri che gli altri non possano accedere al cellulare. Teniamo lo smartphone in tasca e viviamo una vera e propria ansia da separazione se lo dovessimo lasciare o peggio ancora dimenticare. Il tutto non rappresenta solo il nostro rapporto di dipendenza con il cellulare, ma la paura che qualcuno riesca a penetrare nella nostra identità segreta. C’è il rischio per molti di una doppia identità. Ma la domanda che ci dobbiamo porre riguarda l’evidente malessere che serpeggia a tutti i livelli che trova nell’uso della tecnologia e spesso nella costruzione di altre identità una via di soluzione. Bambini perfetti in casa, teppisti fuori», conclude la Vinciguerra.