19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Prevenire la carie

7 consigli utili per non andare (quasi) mai dal dentista

Ecco le nuove linee guida del Ministero della Salute per una bocca sana, con il commento del dottor Francesco Santi

ITALIA – Prevenire è meglio che curare. Specie quando si tratta di salute orale. Chi non ha mai avuto un mal di denti così forte da voler sbattere la testa contro il muro? Per evitare queste e altre complicazioni, il Ministero della Salute aggiorna le «Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta». Ecco qualche anteprima, il documento ufficiale e i consigli del Dottor Francesco Santi, medico chirurgo dentista di Torino.

Un testo aggiornato alle più recenti ricerche scientifiche
Il testo integrale, scaricabile a questo indirizzo, ed è stato redatto basandosi sulle più importanti ricerche scientifiche condotte negli ultimi anni. Il documento è stato curato seguendo le indicazioni del Gruppo tecnico in materia di odontoiatria. Il coordinatore è il prof. Enrico Gherlone dell’Università «Vita Salute-San Raffaele» di Milano.

Le prime 7 raccomandazioni
Nel documento sono riportate le prime 7 raccomandazioni che riguardano la salute dei «tessuti molli». Ecco quali sono:

  • Maggiore prevenzione per evitare la carie
    «È fondamentale un miglioramento qualitativo e quantitativo della raccolta dei dati di screening, di diagnosi precoce e di valutazione dei fattori di rischio nonché un’attenta valutazione dei risultati emersi anche al fine di stabilire la reale efficacia dei programmi di promozione della salute orale che vengono messi in atto […]. Un’attenta valutazione clinica e anamnestica deve essere attuata al fine di valutare anche come i fattori di rischio, i diversi stili di vita e le abitudini socio-economiche possano influenzare l’insorgenza delle patologie a carico dei tessuti duri del cavo orale e quali possano essere le interazioni di tali patologie con patologie acute e croniche di altri organi e apparati».
  • Gli alimenti che mangi potrebbero fare la differenza
    «Numerosi studi hanno dimostrato che più che l’assunzione di zuccheri, risulta importante la frequenza con cui questi vengono assunti durante l’arco della giornata. L’elevata frequenza aumenta la probabilità di carie. Pertanto, un’attenzione al tipo di cibo e alla frequenza di assunzione specie di quello ad alto contenuto di zuccheri può svolgere un ruolo preventivo importante nella genesi della patologia cariosa così come risulta necessaria l’implementazione di adeguati programmi di sensibilizzazione e informazione in tal senso. La presenza prolungata di un pH acido nel cavo orale favorirebbe la prima fase di demineralizzazione del tessuto dentale nonché lo sviluppo di una flora microbica cariogena. Ristabilire un corretto pH salivare attraverso la stimolazione della produzione di saliva dopo i pasti o tramite l’utilizzo di sostituti della saliva, nei soggetti affetti da patologie che determinano uno scarso flusso salivare, rappresenta un valido presidio di prevenzione della carie».
  • Non dimenticare mai il dentifricio
    «Numerosi studi clinici hanno evidenziato come, in età adulta, l’utilizzo di paste dentifricie fluorate comporta una sensibile riduzione della formazione di nuove carie. La percentuale di riduzione sarebbe del 33,3% rispetto al gruppo controllo con placebo. L’approccio sistematico all’utilizzo di paste dentifricie a base di fluoro insieme all’introduzione di programmi di sensibilizzazione e informazione nelle famiglie e nei luoghi di lavoro rappresenterebbe un adeguato fattore di prevenzione della patologia cariosa in tutti i soggetti».
  • Scegli il dentifricio con calcio fosfato
    «Un’elevata presenza di calcio e fosfati all’interno del biofilm impedisce la demineralizzazione dello smalto e potenzia gli effetti del fluoro nella prevenzione della patologia cariosa».
  •  Sostituisci il saccarosio con lo xilitolo per evitare la carie
    «Gli effetti preventivi dell’utilizzo dello xilitolo e dell’eritritolo come sostituti del saccarosio sono legati alle loro proprietà chimico-fisiche e all'aumento del potere tampone della saliva durante la masticazione del chewing-gum».
  • Spazzola bene i denti
    «Un adeguato spazzolamento manuale delle superfici dentali permette la rimozione del 78% della placca dentale (Gil GS, 2015). Tale dato non viene modificato dalla forza esercitata che, al contrario, se eccessiva, potrebbe determinare l’usura dei tessuti duri dentali per erosione e abrasione».
  • Meglio lo spazzolino elettrico
    «Recenti metanalisi hanno evidenziato il vantaggio derivante dall’utilizzo di uno spazzolino elettrico rispetto a uno manuale nella rimozione della placca batterica».

Il commento dell'esperto
«Le linee guida del Ministero della Salute ─ spiega il dottor Francesco Santi, medico chirurgo e dentista di Torino ─ contengono sicuramente degli spunti interessanti, ma insufficienti. A mio avviso, è fondamentale sottolineare l’importanza di un corretto stile di vita e di una sana alimentazione, al di là della frequenza con cui si assumono zuccheri, e della sostituzione del saccarosio con lo xilitolo. L’errore è continuare a considerare la carie un problema che interessa esclusivamente la bocca, risolvibile aumentando l’igiene orale ─ che peraltro è fondamentale. In realtà, la carie è l’espressione di un problema più ampio, che coinvolge l’intero organismo e che ha le sue radici proprio nello stile di vita e nell’alimentazione. Di questo si era già reso conto il dentista americano Weston Andrew Valleau Price negli anni Trenta del secolo scorso, e che non a caso ha intitolato la sua opera «Nutrizione e degenerazione fisica». In questo libro, ha raccolto le osservazioni fatte viaggiando in tutto il mondo e visitando tutte le popolazioni alla ricerca dei fattori capaci di mantenere la salute della bocca e dei denti. E li ha identificati in una alimentazione corretta, che eviti lo zucchero e i cibi raffinati. Questo è realmente il fattore risolutivo, capace di cambiare il destino delle nostre bocche».