28 maggio 2020
Aggiornato 21:00
Studio pubblicato su Obstetrics and Gynecology

Freni in gravidanza e fragilità femminile

Secondo uno studio le donne sono più inclini ad usare sostanze che danno dipendenza

Secondo lo studio pubblicato su Obstetrics and Gynecology, avere rapporti sessuali all’inizio di una gravidanza non influisce sul rischio di partorire prematuramente, anche se si hanno già alle spalle precedenti parti pretermine. Una riduzione dell’attività fisica, dunque anche di quella sessuale, durante la gravidanza viene consigliata nei casi in cui si manifestano sintomi che lasciano pensare ad un parto pretermine, spiegano gli autori dello studio.

In questo studio, la dottoressa Nicole Yost, della Emory University School of Medicine di Atlanta, e i suoi colleghi hanno osservato gli effetti dell’attività sessuale sul rischio di parti prematuri in 187 donne con precedenti esperienze di parti pretermine. La storia sessuale delle donne è stata registrata a 16 e 18 settimane di gestazione da una ricerca infermieristica. Per l’analisi sono stati valutati i dati di 165 donne. Se il numero di partner sessuali durante la gravidanza non ha effetti sul rischio di nascita prematura, il numero di partner nel corso della vita sì. Il 36 per cento delle donne ha avuto un parto anticipato entro la 37esima settimana di gestazione. Ad un'analisi successiva è emerso che il tasso di parti pretermine è variato dal 19 per cento per le donne con un unico partner sessuale nel corso della vita al 44 per cento per quelle con almeno quattro partner. L’incidenza della nascita pretermine fra le donne che hanno avuto rapporti sessuali durante la gravidanza è stata del 38 per cento più alta, ma non significativamente diversa dal 28 per cento riscontrato nelle donne con pochi o nessun rapporto durante la gravidanza. Nonostante alcuni ginecologi sconsiglino nei casi di precedenti parti prematuri di avere rapporti sessuali durante la gravidanza, tutti gli studi più importanti che hanno esaminato il legame tra rapporti sessuali e parto pretermine non hanno riscontrato alcuna associazione.

A spiegare il fenomeno di una maggiore incidenza dei parti pretermine tra le donne con un numero maggiore di partner nel corso della vita, secondo la professoressa Sheffield, del UT Southwestern Medical Center di Dallas, potrebbe intervenire un meccanismo infettivo: «Maggiore è il numero di partner nel corso della vita, più grande è il rischio di venire a contatto con batteri anormali che potrebbero potenzialmente indurre il parto pretermine».  .

FRAGILITA’ FEMMINILE
Le donne, si è scoperto, sono più inclini degli uomini a utilizzare sostanze che danno dipendenza, allo scopo di controllare il peso corporeo, di alterare il loro umore o di ridurre le inibizioni. Le sostanze vengono metabolizzate in modo diverso dall’organismo femminile, che è incline a soffrire in minor tempo e più gravemente degli effetti collaterali dell’abuso di sostanze. Inoltre, donne e ragazze sono target preferenziali di messaggi pubblicitari più o meno occulti che incentivano l’utilizzo di tabacco, di alcol e di farmaci, e sono più facilmente coinvolte nel clima culturale che fa apparire l’abuso di sostanze un’attività affascinante e priva di conseguenze negative.Paralizzate dalla vergogna e dalle convenzioni sociali, molte donne che affrontano la dipendenza da sostanze non chiedono aiuto ad un medico come dovrebbero. Inoltre, gli operatori sanitari non sono sempre adeguatamente addestrati a riconoscere i segni e di sintomi di un abuso di sostanze nelle loro pazienti, e non sono sempre preparati a rispondere adeguatamente quando lo riconoscono.

In sostanza il vecchio adagio «Bacco, Tabacco e Venere» si colora di nuovi, inquietanti significati. E' stato infatti accertato che la dipendenza da alcol, nicotina e farmaci è più facile nelle donne, che subiscono danni cerebrali più gravi a causa dell’abuso di sostanze e sviluppano più rapidamente degli uomini le patologie correlate alla tossicodipendenza (ad esempio il tumore del polmone): lo rivela un rapporto appena pubblicato negli Usa

 che denuncia che nonostante questa maggiore fragilità femminile il 92 per cento delle donne con problemi di abuso di sostanze non ricevono alcun trattamento medico.La Johns Hopkins University e il National Center on Addiction and Substance Abuse della Columbia University (CASA) hanno da poco pubblicato un rapporto intitolato «Women under the influence», che rende noti dati assolutamente drammatici.

Ogni anno milioni di donne nel mondo muoiono di patologie cardiovascolari e tumori che si sarebbero potuti evitare perché esacerbati dall’abuso di sostanze. Per chiarire le proporzioni del problema, basti sapere che solo negli Usa circa 6 milioni di donne e ragazze sono alcolizzate, 15 milioni assumono abusivamente con continuità farmaci che danno dipendenza, e circa 32 milioni hanno una dipendenza da tabacco.

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