Record dei cesarei
Quando il parto è trattato come una malattia
Visti i dati secondo cui il ricorso al parto cesareo in Italia continua ad aumentare dobbiamo chiederci se si possa più definire «lieto evento» la nascita che viene ormai considerata come una malattia da trattare solo chirurgicamente e non naturalmente. Non c’è dubbio che in questi ultimi anni la cultura del parto abbia subito un completo stravolgimento nel nostro Bel Paese dove è sempre più riconnessa all’idea di qualcosa di governabile con il bisturi. E per quelle poche partorienti che vorrebbero affidarsi a madre Natura c’è la promessa di una epidurale per tutte.
Nonostante che per somma ironia i sondaggi sottolineano che le donne «preferirebbero farlo naturale», da noi il parto è sempre più «medicalizzato» come testimonia la media nazionale passata. Così’ deteniamo un record: vantiamo il più alto numero di cesarei dell’intera Unione Europea. Anche Stati Uniti e Canada hanno percentuali di parti cesarei nettamente più basse dell’Italia. Per non parlare della «sovrautilizzazione delle prestazioni diagnostiche». Ci riferiamo al numero elevato di ecografie che viene fatto in gravidanza quando il protocollo internazionale ne raccomanda al massimo tre. Invece, stando ai dati, il 78,8% delle nostre puerpere è andato oltre le tre. Pensare che il 29% ne ha fatte eseguire sette o più, dando per scontata, a torto, la totale innocuità per il nascituro del frequente uso di macchinari ad ultrasuoni. Una invasività diagnostica che potrebbe tutt’al più essere giustificata nelle gravidanze con disturbi gravi. In questo panorama il fenomeno in crescita è rappresentato dalla presenza dei padri in sala parto che è molto alta specialmente per le donne che hanno avuto un parto naturale.
Nel Nord-Ovest (87,8%) e nel Nord-Est (83,9%) le punte più elevate mentre permane lo svantaggio nel Sud e nelle Isole, dove solo il 31,1% ed il 47,1% delle donne ha avuto vicino il proprio partner in questa fase. Le altre, quelle che ricorrono al cesareo, hanno vicino nella maggior parte il chirurgo.
Quanto all'allattamento naturale, si mantiene stabile la quota di donne che ha allattato al seno il proprio bambino (81,1%). Cresce invece la durata media dell'allattamento al seno, che passa da 6,2 a 7,3 mesi, mentre migliorano le condizioni generali di assistenza.
I risultati che sono venuti fuori da un’indagine mostrano dunque che le donne in Italia godono di un «buon livello» di assistenza in gravidanza: la maggior parte di esse si sottopone, infatti, a visite ed accertamenti nei primi mesi di gestazione ed è stata informata sulle tecniche di diagnosi prenatale. Ma, come dicevamo, la cultura della nascita collegata all’idea di qualcosa di patologico, di pericoloso da affrontare col bisturi, con questo record del «cesareo facile», ha perduto la sua gioiosità.