Voleva figlio da marito in coma: morto l'uomo ricoverato a Pavia
La donna e la famiglia del deceduto decisi ad andare all'estero
PAVIA - E' morto a Pavia l'uomo in coma la cui moglie, insieme al padre e tutore del marito, aveva chiesto ai giudici, per avere un figlio, di poter ricorrere alla fecondazione artificiale con il seme prelevato dal marito mentre era ancora in coma.
Lo conferma Claudio Diani, l'avvocato della famiglia. Il legale spiega che la famiglia ora valuterà se andare avanti nella questione processuale: il Tribunale di Vigevano aveva infatti detto «no» pochi giorni fa all'inseminazione artificiale, sostenendo che fosse impossibile ricostruire con certezza il desiderio di paternità dell'uomo e la moglie, d'accordo con la famiglia del marito, aveva annunciato il ricorso in Cassazione. Ora, dopo il lutto,la famiglia valuterà se proseguire la battaglia processuale ma, assicura il legale «andremo avanti per quanto riguarda l'inseminazione artificiale all'estero». Sia la vedova che la famiglia del 35enne deceduto sono d'accordo, e decisi ad intraprendere il viaggio all'estero per coronare il sogno di un figlio, con l'uomo che amava. E sembra che siano già iniziati i preparativi per il viaggio.
E' stato il ginecologo Severino Antinori, che si è dichiarato disponibile ad aiutare la donna, a prelevare al San Matteo di Pavia dall'uomo un campione di liquido seminale su richiesta della moglie, ora conservato nella banca del seme di Roma.