5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Caso Regeni, i genitori al Papa: in Egitto chieda la verità

"Anche gli altri Paesi europei richiamino i loro ambasciatori"

Roma, - "Vorremmo lanciare un appello a Papa Francesco. Il 28 e 29 aprile andrà in Egitto per una visita storica: siamo sicuri, proprio perchè lo abbiamo incontrato in un incontro breve ma intenso, che non potrà in questo viaggio non ricordarsi di Giulio e unirsi alla nostra richiesta concreta di verità necessaria per avere pace". A 14 mesi dal ritrovamento al Cairo del corpo senza vita di Giulio Regeni, i genitori del ricercatore triestino, Claudio e Paola, in una conferenza stampa al Senato si sono rivolti al Papa affinchè nel suo prossimo viaggio in Egitto chieda verità sulla morte di Giulio.

"Non basta dire e proclamare 'verità per Giulio Regeni, arrivederci' e poi la bolla si sgonfia. Bisogna agire", ha detto la madre di Giulio, mentre il signor Claudio ha sollecitato una mobilitazione diplomatica a livello internazionale a sostegno di quella italiana: "Chiediamo che il nostro ambasciatore in Egitto non venga rinviato al Cairo e che il nostro esempio venga seguito anche da altri Paesi europei e non solo".

Decisa a non divulgare fotografie del corpo di Giulio con i segni della tortura, la famiglia Regeni ha mostrato alla stampa un grande graffito dipinto a Berlino raffigurante il volto sorridente di Giulio accanto ad un gatto alato: "Questo simbolo del gatto era precedente alla raffigurazione di Giulio e questo è l'Egitto ferito. Successivamente è stato inserito il volto di Giulio e c'è scritto 'Ucciso come un egiziano'. Ci sembra che questa raffigurazione simbolica di nostro figlio rappresenti per noi e per gli egiziani una forma sufficiente per far capire le torture che ha subito Giulio".