10 dicembre 2019
Aggiornato 03:00
Il sindaco di autosospeso

Milano, Sala indagato per Expo si autosospende da sindaco

Le ipotesi di reato a carico di Sala, in qualità di ex commissario straordinario, sono di concorso in falso materiale e falso ideologico, reato, presunto, per la Piastra di Expo

MILANO - Le agenzie di stampa avevano da poco battuto l'iscrizione del suo nome nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "Piastra dei servizi" di Expo, quando il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha annunciato la decisione di autosospendersi dall'incarico di primo cittadino, decisione che ora deve comunicare al prefetto, Alessandro Marangoni. "Apprendo da fonti giornalistiche - ha fatto sapere Sala, ex commissario straordinario dell'Esposizione universale milanese - che sarei iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco".

Le ipotesi di reato
Le ipotesi di reato a carico di Sala, in qualità di ex commissario straordinario, sono di concorso in falso materiale e falso ideologico, reato, presunto, che sarebbe stato commesso il 30 maggio 2012. A reggere il Comune ora sarà la sua vice, Anna Scavuzzo.

Il caso della "piastra Expo"
Quello della piastra è il più grande appalto dell'Esposizione Universale vinto nel 2012 dalla società di costruzioni Mantovani con un'offerta di 149 milioni di euro, il 42% in meno rispetto alla base d'asta fissata inizialmente in 272 milioni. L'inchiesta venne aperta nel 2014, ma sembrava destinata a finire su un binario morto, impressione confermata poi dalla decisione dei magistrati milanesi di chiederne l'archiviazione. Il colpo di scena a fine ottobre quando il gip ha respinto la richiesta dei pm e la procura generale ha avocato a sé il fascicolo di indagine.