18 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Salvini taglia le scorte: «Non si può usare un carabiniere o un poliziotto come autista privato»

L'annuncio del Viminale: pronta la «razionalizzazione» delle forze dell'ordine per le misure di tutela personale. E c'è già chi parla di piano «anti-Saviano»
Roberto Saviano e Matteo Salvini
Roberto Saviano e Matteo Salvini (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, c'è chi giù parla di piano «anti-Saviano». O almeno così sta interpretando l'annuncio del Viminale: a breve, infatti, partirà una razionalizzazione delle 585 scorte attualmente in vigore, di cui 15 per personalità nei confronti delle quali c'è massima allerta. Lo affermano fonti del Viminale sottolineando che la questione è stata affrontata ieri nel corso del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. L'obiettivo del ministro dell'Interno Matteo Salvini è una verifica dei dispositivi di protezione per evitare errori di valutazione e, inoltre, prevenire abusi e sprechi.

I numeri
Le scorte oggi in vigore occupano complessivamente 2.072 unità delle forze dell'ordine: si tratta di 910 poliziotti, 776 carabinieri, 290 finanzieri e 96 operatori della polizia penitenziaria. Quattro le categorie dei dispositivi di protezione, in base al livello del rischio. Quello più elevato riguarda oggi 15 persone e impegna 171 agenti. 57 cittadini hanno invece la protezione di 'secondo livello', vale a dire una scorta su auto specializzata (383 agenti in tutto) composta da più mezzi, mentre per altri 276 cittadini la tutela su auto specializzata è di terzo livello (823 agenti impiegati) e 237 hanno una tutela su auto non protetta, vale a dire una scorta di quarto livello che coinvolge 695 operatori.

Magistrat, politici, dirigenti, giornalisti
Dei 585 nomi protetti dallo Stato, dicono ancora dal Viminale, quasi la metà (277) sono magistrati, seguono i leader politici nazionali e locali (69) e i dirigenti d'impresa (43). Ci sono anche 21 giornalisti e 18 esponenti governativi. A livello regionale, il maggior numero di scorte si concentra nel Lazio e in Sicilia, rispettivamente con il 31,6% e il 21,9% delle misure di protezione nazionali. Seguono Calabria (12,5%), Campania (12%), Lombardia (7,2%). Oltre ai servizi di scorta, inoltre, lo Stato mette a disposizione 38 servizi di vigilanza fissa con 221 persone impegnate: 18 poliziotti, 56 carabinieri, 147 unità dell'esercito.

Un mossa «anti-Saviano»?
Huffington Post fa notare come solo pochi mesi fa era andato in scena lo scontro tra   Matteo Salvini e Roberto Saviano:«Saranno le istituzioni competenti a valutare se Saviano corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all'estero», aveva affermato il ministro dell'Interno. «Non mi fai paura, buffone», aveva risposto su Twitter Saviano. In tanti, anche sui social, avevano mostrato sostegno allo scrittore. Ma la linea di Salvini è assolutamente diversa. Almeno questa la linea ufficiale: «Non mi permetterò di guardare nomi e cognomi delle scorte, ho solo chiesto ai tecnici di ragionare sull'ipotesi di rivedere alcune di queste 600 tutele. Siamo il Paese europeo più scortato, che spende più soldi, investe più uomini. Sono il primo, se pure evidentemente 'a rischio' a dare un segnale di apertura». Ma una cosa è certa: «Se c'è qualcuno che da 10-15 anni usa un poliziotto o un carabiniere come autista privato potrà farne a meno. Chi non rischia più alcunché prenderà il taxi, il treno, la metropolitana, come tutti gli altri comuni mortali».