19 agosto 2018
Aggiornato 10:00

Olimpiadi 2026, l'Italia propone Cortina, Milano e Torino. Ma Sala si tira indietro

Nessun derby, ma una candidatura congiunta per organizzare i Giochi della neve: così ha deciso il Coni. Una scelta che non piace al sindaco meneghino
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò
Il presidente del Coni, Giovanni Malagò (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA – Nessun derby tricolore, ma una candidatura congiunta tra Cortina, Milano e Torino, senza una capofila. La commissione di valutazione e la giunta del Coni hanno deciso all'unanimità: sarà la tripletta di località sulle Alpi a candidarsi, a nome dell'Italia, per organizzare le Olimpiadi invernali del 2026. Un progetto, dal costo stimato di 376,65 milioni di euro, che il Comitato olimpico definisce in una nota «innovativo, atto a garantire un equilibrio tra le rispettive competenze territoriali mediante il rafforzamento della coesione e del rispetto tra le aree individuate per lo svolgimento dei Giochi e l'individuazione di soluzioni che diano le maggiori possibilità di successo della candidatura per l'Italia intera».

Zaia festeggia
Una notizia accolta con soddisfazione sia in Piemonte che in Veneto: «Ringrazio il Coni e il presidente Malagò per l'equilibrio e la correttezza mantenuti anche nelle fasi più complesse della vicenda – ha commentato il presidente della Regione, Luca Zaia – Grazie a tutta la squadra che ha lavorato per la nostra candidatura, a chi ha redatto il dossier, al sindaco e al consiglio comunale di Cortina, alle categorie e a tutti coloro, veneti e non veneti, che ci hanno sostenuto e incoraggiato. Siamo pronti e motivati al massimo perché sappiamo di avere un grande valore, dato dal più grande hub sciistico d'Europa, e dalla granitica unità d'intenti che ha caratterizzato i territori in questa maratona. Ora stiamo organizzando i Mondiali di sci del 2021 e l'appuntamento del 2026 sarà in perfetta continuità. Sono certo che faremo fare bella figura allo sport italiano e al Coni. Oggi siamo di fronte a un gran bel riconoscimento per tutto il popolo veneto».

Sala protesta
A Milano, invece, non sono rimasti altrettanto contenti. Al punto che, se le condizioni non cambieranno, il capoluogo della Lombardia è pronto a fare un passo indietro. Lo ha scritto il sindaco, Giuseppe Sala, in una lettera inviata stamani al presidente del Coni, Giovanni Malagò. Il capoluogo lombardo, si legge nelle missiva del primo cittadino, resterebbe comunque disponibile «per spirito di servizio» come sede di gare o eventi, senza però partecipare alla governance dell'evento. «Caro presidente, caro Giovanni, con rammarico constato che nella scelta della candidatura per i Giochi olimpici e paralimpici del 2026 le ragioni della politica stanno prevalendo su quelle sportive e territoriali. Per spirito di servizio al Paese, Milano conferma la sua disponibilità, ove richiesto, solo come venue di gare o eventi in quanto, stante le attuali condizioni, non ritiene praticabile una sua partecipazione alla governance del 2026 – ha scritto Sala – Qualora la nostra posizione non sia ritenuta accettabile accoglieremo di buon grado la decisione del Coni e, certamente, faremo il tifo per la candidatura italiana selezionata», ha concluso il sindaco di Milano.