21 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Spari contro la casa di un giornalista: tre colpi contro la camera dei figli

Il caso a Padova. Vittima Ario Gervasutti, capo redattore del Gazzettino di Venezia. Salvini: «Troveremo i responsabili». La solidarietà di Luca Zaia
Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA/CESARE ABBATE)

PADOVA - Il vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha manifestato la propria solidarietà al capo redattore del Gazzettino di Venezia, Ario Gervasutti, vittima di un atto intimidatorio presso la propria abitazione, ad opera di ignoti. Il ministro ha espresso l'impegno a fare chiarezza sull'accaduto e individuare i responsabili. I fatti nella notte: l'abitazione del giornalista è stata presa di mira da cinque colpi di pistola, tre dei quali hanno raggiunto la camera da letto dei suoi figli. Di «episodio  gravissimo, che va condannato senza se e senza ma» ha parlato il presidente del Veneto, Luca Zaia. Un evento grave, «acuito dal fatto che la minaccia contro un giornalista significa di conseguenza un attacco contro opinioni ed idee. La mia piena e completa solidarietà al cronista Ario Gervasutti e naturalmente alla sua famiglia». Per Zaia, che si è augurato che «i responsabili siano presto identificati ed assicurati alla Giustizia», atti simili «sono intollerabili fatti del genere che purtroppo riportano alla mente anni bui della nostra Repubblica. A Gervasutti e alla sua famiglia la vicinanza mia e delle istituzioni della Regione del Veneto».

La solidarietà del sindacato e dell'ordine dei giornalisti
«Fnsi, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto, congiuntamente al CdR del Gazzettino, esprimono piena solidarietà al collega Ario Gervasutti, che nella notte ha subito un attentato vile e inquietante, dalla gravità inaudita». Così una nota del Sindacato dei Giornalisti del Veneto in merito a quanto accaduto stanotte a Padova nei confronti del giornalista del Il Gazzettino, Ario Gervasutti. «Quei cinque colpi di pistola contro la casa di Gervasutti - prosegue il comunicato - già ex direttore del Giornale di Vicenza e ora nell'ufficio centrale del Gazzettino, rappresentano un attacco inaccettabile non solo a un giornalista che ha sempre dimostrato di avere la schiena dritta ma anche a tutta la categoria che da tempo è nel mirino di chi vuole impedire la libertà di informazione».

La cronaca
Erano le 2 della notte tra domenica e lunedì quando almeno cinque colpi di pistola hanno raggiunto l'abitazione di Ario Gervasutti, ex direttore de Il Giornale di Vicenza e attualmente giornalista de Il Gazzettino. Il giornalista, 55 anni, che vive in zona Chiesanuova con la moglie e i figli, ha prima messo tutti in sicurezza, poi ha chiamato le forze dell'ordine che sono giunte sul posto. Le indagini sono ancora in corso: importanti per risalire agli autori del gesto intimidatorio saranno i rilievi effettuati sui bossoli. «Sono sconvolto - racconta Ario Gervasutti - mia moglie e i miei due figli erano in casa, 3 colpi hanno raggiunto la camera da letto dove dormivano i ragazzi. Al momento non ho idea di chi sia stato: non ho ricevuto minacce, ma non escludo l'episodio sia legato alal mia attività professionale».