15 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Traffico di migranti e money transfer per finanziare i terroristi di Al-Nusra: ecco come agivano

Operazione antiterrorismo in Lombardia e Sardegna. Attività investigativa sotto copertura
Money transfer illegali in Lombardia e Sardegna per finanziare i terroristi di Al-Nusra
Money transfer illegali in Lombardia e Sardegna per finanziare i terroristi di Al-Nusra (EPA/Ramon de la Rocha)

ROMA - I finanzieri dello Scico di Roma e del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Brescia della hanno eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Giudice delle Indagini Preliminari dela Procura di Brescia, nei confronti di altrettanti soggetti di origine siriana facenti parte di un'associazione a delinquere aggravata, a carattere transnazionale (Svezia, Turchia ed Ungheria), dedita ai reati di riciclaggio, autoriclaggio, abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Le indagini hanno consentito di individuare condotte relative al finanziamento di gruppi terroristici di matrice islamica. Le indagini, avviate nel 2015, hanno preso spunto da una preliminare attività di analisi sui flussi finanziari intercorsi attraverso il circuito dei money transfer con i cosiddetti Paesi "a rischio", poste in essere anche da soggetti segnalati dal C.A.S.A. - Comitato Analisi Strategica Antiterrorismo quali foreign fighters, stanziati nella comunità siriana stabilitasi tra le province di Como e di Lecco.

L'attività investigativa
L'attività investigativa ha consentito di delineare, accanto all'esistenza di una struttura criminale di origine islamica stanziata in Brianza ed attiva nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina in Europa, una incessante attività di raccolta e di trasferimento di denaro - anche attraverso il canale non convenzionale "Hawala" - organizzata in maniera stabile attraverso numerosi "contatti" presenti nei Paesi interessati alle movimentazioni. Il vorticoso flusso di denaro riconducibile alle movimentazioni "Hawala", registrato nel corso delle indagini come superiore ai 2.000.000 di euro, a quanto emerso è stato utilizzato anche per l'effettuazione di attività di riciclaggio oltreché per il finanziamento di gruppi terroristici vicini alla organizzazione Al-Nusra. In effetti in alcune conversazioni telefoniche intercettate, sono emerse circostanze relative alla presenza di "uomini" dell'organizzazione nelle zone "calde" della Siria per l'effettuazione dei richiesti trasferimenti di denaro a favore di ribelli antigovernativi contigui ad ambienti terroristici.

I personaggi
Personaggio di spicco dell'organizzazione è risultato Daadoue Anwar alias "Abou Murad", stanziato in Svezia nella città di Norrköping, il quale, come emerso anche nell'ambito di una specifica attività rogatoriale attivata con il Regno di Svezia, gestiva l'attività di trasferimento - al di fuori del sistema bancario - di ingenti somme di denaro contante. Daadoue Anwar era coadiuvato in questa attività da Chdid Subhi detto "Abou Alì" - domiciliato in Turchia - unitamente al fratello Chadid Hamoud e ad Abou Daher Abdulrahman. Ulteriori movimentazioni di denaro sono satte inoltre realizzate anche da un diverso gruppo criminale facente capo al cittadino siriano Bazzka Salmo alias "Abou Mahmoud", stanziato in Ungheria, con la collaborazione di Bazkka Alaa, Hakim Ahmed e Haidara Rabi, in contatto con la precedente consorteria criminale per il tramite di Said Ahmad Mouayad alias "Abou Hamze", uomo di fiducia di CHDID Subhi ed in contatto con vari personaggi in Siria tra cui il fratello impegnato personalmente nel conflitto civile.

Operazione sotto copertura
Il Servizio Centrale I.C.O. ha inoltre avviato un'operazione speciale "sotto copertura", in collaborazione con i Servizi di Sicurezza nazionali (AISI), che ha permesso di avvicinare un importante membro dell'organizzazione criminale, Chaddad Ayoub, acquisendone la fiducia e consentendo di impossessarsi di importanti notizie relative al suo ruolo di deputato, per conto dell'organizzazione investigata, alla raccolta del denaro ed alla sua "movimentazione"" per le attività di finanziamento al terrorismo internazionale, provando anche i suoi trascorsi di foreign fighter ed i suoi collegamenti con combattenti attualmente impegnati nel conflitto siriano tra le schiere di fazioni islamiste antigovernative. Un contributo determinante è stato fornito dall'A.I.S.I. (Agenzia di Informazioni sulla Sicurezza Interna), che ha permesso di comprendere a fondo le metodologie utilizzate dagli indagati per effettuare i trasferimenti di danaro a beneficio delle fazioni terroristiche cui risultavano legati.

Money transfer illegali
In sintesi, era stata creata una consolidata rete di money transfer illegali, attraverso i quali veniva garantito un canale sicuro per il riciclaggio del danaro, derivante da diverse attività illecite, in diversi Paesi dell'Unione Europea ed extraeuropei, nonché per raccogliere fondi destinati ad alimentare organizzazioni terroristiche operanti in Medio Oriente. L'operazione, di conseguenza, ha di fatto disarticolato un'organizzazione criminale di matrice siriana che si era radicata in Italia, ma godeva di ramificazioni diversi Paesi, in grado di creare uno stabile reticolo di connivenze idoneo ad assicurare la capacità di garantire lo spostamento di ingenti importi in contanti, completamente al di fuori dei canali legali, che sono soggetti alla vigilanza antiriciclaggio. Poiché tra i promotori ed organizzatori di tale rete illecita di Hawaladar erano infiltrati personaggi organici ad associazioni di matrice terroristica siriana, il sistema inevitabilmente è stato utilizzato anche per il trasferimento di danaro finalizzato a sostentare e finanziare tali organizzazioni, come emerso dalle indagini grazie anche alla sempre più fattiva collaborazione tra Guardia di Finanza ed Organismi d'Intelligence, proprio nello specifico settore del contrasto alle attività di finanziamento al terrorismo.