26 settembre 2018
Aggiornato 15:00

Cyberbullismo: il Moige lancia il primo centro mobile di prevenzione

L'iniziativa che ha coinvolto studenti, genitori e docenti dell'Ipseoa Pellegrino Artusi, è stata patrocinata dall'amministrazione comunale di Roma Capitale mentre la campagna è condotta con l'ausilio della Polizia di Stato
L'iniziativa che ha coinvolto studenti, genitori e docenti dell'Ipseoa Pellegrino Artusi, è stata patrocinata dall'amministrazione comunale di Roma Capitale
L'iniziativa che ha coinvolto studenti, genitori e docenti dell'Ipseoa Pellegrino Artusi, è stata patrocinata dall'amministrazione comunale di Roma Capitale (ANSA)

ROMA - Arriva a Roma la campagna del Movimento italiano genitori contro il cyberbullismo promossa. Per contrastare questo triste fenomeno il Moige ha messo a disposizione una unità itinerante con personale specializzato che sta effettuando il giro dell'Italia raggiungendo scuole e Comuni su tutto il territorio nazionale. Il centro di prevenzione è allestito con uno spazio polifunzionale con aree adibite a studio, ufficio e mini ambulatorio in cui si possono effettuare e richiedere consulenze, oltre a ricevere informazioni specialistiche da parte degli esperti della task force del Moige.

I dati allarmanti
A Roma l'iniziativa ha coinvolto studenti, genitori e docenti dell'Ipseoa Pellegrino Artusi. L'incontro è stato patrocinato dall'amministrazione comunale di Roma Capitale mentre la campagna è condotta con l'ausilio della Polizia di Stato, sostenuta da ENEL Cuore Onlus e Trend Micro, e patrocinata dal ministero dell'Istruzione, dal ministero delle Politiche sociali e da Anci. Secondo i dati di una ricerca effettuata dall'Università La Sapienza di Roma un ragazzo su tre rende sempre accessibile "a tutti" il materiale condiviso tramite social e più della metà e' consapevole che il materiale condiviso puo' essere viralizzato da altri; 9 ragazzi su 10 usano il "telefonino" sia per i social, sia per l'accesso al web, e per un uso essenzialmente ricreativo; solo 2 ragazzi su 10 invece usano tablet o pc specie per un uso di studio e/o lavoro. Il 20% dei ragazzi non riconoscono la gravita' delle trasgressioni sul web.

"Un atto di responsabilità collettiva"
"Il confronto e il lavoro tra coetanei sono gli strumenti piu' incisivi ed efficaci per contrastare il bullismo e il cyberbullismo. Si tratta di un fenomeno che riguarda non soltanto chi è direttamente coinvolto, ma anche chi assiste silenziosamente senza reagire e intervenire. Per questo e' fondamentale costruire e diffondere occasioni collettive di dialogo e condivisione", sono state le parole dell'assessore alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre. "I recenti fatti di cronaca testimoniano ancora una volta quanto sia importante continuare ad impegnarsi per tutelare i ragazzi dal bullismo e dal cyberbullismo ed educarli ad una vita sana sia on line che off line. Si tratta di un atto di responsabilita' collettiva che speriamo sia sempre piu condivisa e supportata dagli stessi ragazzi, dai genitori e dai docenti ma anche dalle Istituzioni centrali e territoriali", dichiara Elisabetta Scala, vicepresidente del Moige.