18 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Caos 118, l’Acea stacca l'energia elettrica: chiude la sede di Ponte Mammolo

La postazione romana di via Pio Briziarelli si è vista staccare l’elettricità: così non può più rispondere alle chiamate di soccorso dalla sede prevista
Un'ambulanza dell'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118
Un'ambulanza dell'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 (Sito ares118.it)

ROMA – Una situazione troppo paradossale per essere vera: eppure in Italia la Sanità può offrire storie come questa. Da ottobre l’Acea, municipalizzata dell’energia e dell'acqua, ha staccato l’elettricità alla sede del 118 di Ponte Mammolo. Risultato: la sede ora è chiusa e non può offrire i servizi fondamentali per la cittadinanza come la prestazione immediata di soccorso. Come è ovvio, infatti, l’energia non serve solo ad alimentare l’acqua calda e i riscaldamenti, ma è fondamentale anche per ricaricare le radio e i telefoni o le apparecchiature della cellula sanitaria dell’ambulanza.

La causa
Secondo le informazioni raccolte da DiariodelWeb.it, alla base di un simile fattaccio, ci sarebbe il passaggio della Asl in questione da Roma B a Roma 2: in questa transito sarebbero stati sospesi molti contratti, tra cui appunto quello della sede del 118 di via Pio Briziarelli. Successivamente, sono arrivati com’è ovvio i soliti passaggi burocratici: i locali in questione, infatti, sono dell’Ater, l’Azienda territoriale per l'edilizia residenziale, che ha concesso la sede in comodato d'uso gratuito. In questo modo, però, per l’Acea gli operatori del 118 risultavano come degli occupanti senza alcun diritto di trovarsi nei locali in questione.

Documenti e procedure sbagliate                                      
L’Acea, dunque, richiedeva un contratto di locazione per poter pagare il pregresso dal momento che gli operatori risultavano occupanti abusivi. Una volta che l’Ater ha prodotto la documentazione necessaria e l’Ares 118 ha compiuto i passaggi necessari, sono sorti nuovi problemi. L’Acea, infatti, ha richiesto una nuova procedura – diversa da quella precedente – dal momento che si è accorta che, trattandosi di azienda pubblica, doveva essere seguito un iter diverso. Quel è la situazione attuale? Anche dopo aver seguito quest’ultima procedura richiesta, l’Acea non ha ancora riallacciato le utenze della sede di Ponte Mammolo. Questa zona, inoltre, è u molto delicata: un intero equipaggio di questa sede, 3 anni fa è stato aggredito e malmenato, con operatori che hanno riportato lesioni gravi. Un presidio ritenuto fondamentale per molti cittadini, risulta ancora chiuso ed eventuali ambulanze chiamate per intervenire in queste zone devono partire da zone limitrofe. Rischiando di arrivare troppo tardi.