18 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Donna convertita all'Isis arrestata a Malpensa: si era invaghita di un jihadista

Via libera della Corte d'Appello di Milano dopo il consenso della donna all'estradizione in Francia dove era ricercata
Alcuni combattenti dell'Isis in Siria
Alcuni combattenti dell'Isis in Siria (ANSA/ WEB ELMINBAR)

MILANO - Sarà estradata in Francia già domani R.M., la marocchina di 37 anni arrestata il 23 dicembre scorso all'aeroporto milanese di Malpensa sulla base di un mandato di arresto europeo disposto dalle autorità francesi per terrorismo internazionale e sottrazione di minori. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Milano accogliendo la richiesta di consegna della autorità di Parigi. La presunta foreign fighter si è presentata in aula vestita con abiti occidentali, ma con il capo coperto. In italiano corretto, ha ribadito ai giudici il proprio consenso al rientro in Francia: «Voglio essere estradata».

Il rapimento dei suoi tre figli
La donna, che aveva ottenuto la cittadinanza italiana dopo essersi sposata con un cuoco di origini napoletane, risiedeva insieme alla famiglia a Juan Les Pins, località della Costa Azzurra francese. Proprio in Francia si sarebbe progressivamente radicalizzata all'Islam dopo essere entrata in contatto, via chat, con un combattente dello Stato Islamico, invaghendosi di lui. Così, a marzo scorso, abbandonò il marito e partì per la Siria portando con sé i suoi tre figli di 10, 8 e 6 anni. Da qui la decisione dell'autorità giudiziaria francese di contestarle il reato di sottrazione di minori accanto a quello di terrorismo internazionale.

La fuga dalla Siria e il rientro in Francia
Dopo circa 9 mesi trascorsi nei territori di guerra dello Stato Islamico, la donna (nel frattempo rimasta incinta del miliziano che aveva conosciuto in chat) decise di rientrare in Francia. Così convinse l'uomo che l'aveva messa incinta (ora è al settimo mese di gravidanza) ad accompagnarla fino al confine tra Siria e Turchia per poi raggiungere, da sola e con mezzi di fortuna, la capitale Istanbul, dove suo marito era andato a prenderla. E' stata arrestata a Malpensa appena atterrata insieme alla famiglia. Domani rientrerà in Francia e sarà messa a disposizione dell'autorità giudiziaria d'Oltralpe.

Il collegamento con la rete italiana
Nel frattempo prosegue l'indagine della Procura di Milano sulla presunta rete di collegamento italiana della donna. Il fascicolo aperto dal pm Alberto Nobili per terrorismo internazionale è per ora contro ignoti. Lo sviluppo dell'indagine è legato soprattutto al contenuto dello smartphone sequestrato alla donna al momento dell'arresto. La memoria del telefono, stando a quanto si è appreso, è stata completamente cancellata e per gli investigatori non sarà facile rintracciare eventuali utenze italiane tra gli altri contatti telefonici della presunta terrorista.