6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Comune di Ostia

Ostia, ecco com'è e come cambierà il «Lungomuro». Il viaggio di DiariodelWeb.it tra favorevoli e contrari all’abbattimento voluto da Raggi

Nel municipio reduce dal ballottaggio per la presidenza, si parla già di interventi straordinari come l’abbattimento del «lungomuro»: abbiamo ascoltato il parere dei cittadini

OSTIA - Subito dopo l’esito del ballottaggio che ha visto la vittoria di Giuliana Di Pillo, il sindaco di Roma Virginia Raggi ha annunciato l’intervento che vedrà l’abbattimento del «lungomuro», ovvero una serie di strutture che impediscono di vedere il mare dalla strada e che riguarda circa 18 chilometri di lungomare. Ascoltando i cittadini, però, si capisce che ci sono i favorevoli, i contrari, ma soprattutto quelli che non erano a conoscenza dell’abbattimento.

Basta commissariamento - Con l’elezione della candidata del Movimento 5 Stelle, dunque, termina il periodo di commissariamento del municipio di Ostia, sciolto precedentemente per infiltrazioni mafiose. Eppure, ci sono molti cittadini che del commissariamento non se ne sono minimamente accorti. Basta girare per le principali strade di Ostia o chiedere a qualche residente per accorgersi che il malcontento è diffuso e non è difficile trovare le risposte all’altissima astensione che si è avuta nelle elezioni prima e al ballottaggio dopo. Alla fine di viale Cristoforo Colombo e arrivati alla rotonda dello Zodiaco, ad esempio, si nota l’enorme rete metallica che impedisce – o almeno dovrebbe – di salire le scale per affacciarsi sul mare. La recinzione, infatti, è divelta e le persone arrivano comunque a godersi il panorama. A nulla sembra servire la volante della Polizia Municipale ferma, poco distante, al termine dell’arteria stradale che collega la Capitale con Ostia.

Lungomuro: favorevoli e contrari - Incamminandosi dalla rotonda dello Zodiaco verso il pontile di piazza Anco Marzio, si nota l’enorme muraglione oggetto del futuro intervento da parte dell’amministrazione Raggi. La barriera è composta da piccoli edifici a schiera sorti nel corso degli anni e utilizzati dai gestori con varie finalità: principalmente, si tratta di cabine usate durante l’estate. «Ma Ostia è un territorio che vive anche il resto dell’anno» fa notare un residente che spiega l’utilità di queste strutture: «Molti dei gestori pagano fino all’ultimo centesimo di tasse e hanno alzato queste strutture nel rispetto della legge. Non vorrei che abbattendo questi edifici ne risenta l’attività commerciale e molte persone rimangono senza lavoro». C’è poi, invece, chi non vede l’ora dell’abbattimento: «Non se ne può più: è un peccato passeggiare e non godersi la vista del mare. Per noi che viviamo qui, questo spettacolo è tutto».

Lungomuro da abbattere - «Veramente non ne sapevo niente», tra le persone a cui abbiamo domandato un parere, invece, molte non erano a conoscenza della volontà del sindaco di Roma. Oltre all’abbattimento della «barriera», Virginia Raggi ha ribadito di voler rendere libero il 50 per cento di spiaggia assieme alla riapertura della visuale con passeggiata sul mare. Questi sono i principali punti contenuti nella memoria di giunta con cui l’amministrazione ha recepito la delibera di indirizzo per l’adozione del Pua, Piano di utilizzazione degli Arenili, definita dalla commissione straordinaria per la gestione del X Municipio di Roma. Eppure, secondo qualcuno, rendere libera la spiaggia può rappresentare un pericolo: «Ho amici che gestiscono uno stabilimento e l’estate pagano la sicurezza per allontanare malintenzionati ubriachi o il personale che pulisce costantemente il tratto di competenza. Con la spiaggia libera si rischia di far precipitare tutto tra degrado e immondizia». L’impressione, dunque, è che oltre a interventi straordinari, il territorio necessiti di interventi ordinari ma costanti, che permettano di far sentire regolarmente la presenza dello Stato e delle istituzioni. Il caso emblematico riguarda la rampa di accesso destinata soprattutto ai disabili che da piazza Anco Marzio porta alla spiaggia: tavole di legno instabili e rotte, piene di sabbia e spazzatura che terminano con un vero e proprio salto sulla sabbia. Ma l’abbattimento su cui tutti convergono è uno solo: quello dello stereotipo che accosta Ostia alla Mafia. «In questo ultimo anno e mezzo abbiamo accusato un decremento di turisti» ci confida un commerciante, «Di certo le storie e gli episodi amplificati non hanno certo aiutato questo territorio»

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