20 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
La denuncia del segretario generale del Coisp Pianese

Meno poliziotti per noi, più risorse all'accoglienza: la folle strategia del Governo

In un momento storico in cui il terrorismo islamico ci pone una sfida senza precedenti, la strategia della 'buonista' Italia è quantomai folle: spostare sempre più risorse sull'immigrazione e tagliare in sicurezza

ROMA - E' un momento storico particolarmente difficile, quello che stiamo vivendo, con una congiuntura internazionale che spinge l'Occidente a vivere nella paura e nel timore di nuovi attentati. Le ultime vicende ce lo dimostrano: si pensi al panico scatenatosi a Torino e che ha insanguinato una notte che sarebbe dovuta trascorrere all'insegna della festa e dell'aggregazione; si pensi al recente attentato a Londra, e, prima ancora, a Manchester, che dimostrano quanto la sfida che il terrorismo ci pone sia pericolosa e imprevedibile. In quest'ottica, la sicurezza diventa un tema fondamentale, anzi: il tema principale. Ma i numeri in Italia non sono affatto rassicuranti. Perché, in dieci anni, la polizia ha perso 20mila agenti a causa del blocco del turn over. E la mancanza di uomini si fa sentire, specialmente quando c'è da tenere testa ai jihadisti o a chi si improvvisa tale.

In Italia più c'è rischio terrorismo, più si taglia sulla sicurezza
«E pensare che di questi tempi, tra minaccia terroristica e criminalità organizzata, bisognerebbe ampliare e migliorare il controllo sul territorio. Non ridurlo», dice Domenico Pianese, da poco eletto segretario generale del Coisp, il Sindacato indipendente di Polizia, prendendo il posto di Franco Maccari, diventato presidente. «Dobbiamo riuscire a convincere i governi che la sicurezza è un bene primario dello Stato. Dove non c’è criminalità, anche l’economia cresce». Per Pianese, di fronte alla minaccia jihadista fondamentale è la prevenzione. Tema su cui l'Italia sembra non investire per nulla: «Mentre aumentava la minaccia terroristica, l’Italia ha registrato un trend opposto negli investimenti sulla sicurezza: taglio delle risorse, blocco dei turn-over, carenze di uomini. Così è difficile per le forze armate essere pronte al peggio», spiega. «La polizia ha carenze di 20mila uomini, lo stesso vale per i Carabinieri. L’intelligence è ottima, ma avrebbe bisogno di nuovo organico».

Tagli continui sulla sicurezza
Nuovo organico, insomma, e invece gli uffici chiudono e gli organici vengono costantemente ridotti: si pensi alla Polfer e ai presidi della Polizia Postale. «In 10 anni abbiamo subito una riduzione dei finanziamenti per qualcosa come 4 miliardi di euro all’anno. Alcuni uffici sono rimasti con due sole persone», spiega. «Altri che avrebbero bisogno di 200 agenti ne hanno solo 100. Senza contare che il flusso di migranti ha prodotto un impoverimento del sistema di sicurezza». Sì, perché per gestire gli arrivi e l'accoglienza servono sempre più uomini: se negli scorsi anni per gestire il fenomeno migratorio bastavano 100 unità, «adesso la polizia e i carabinieri ne impiegano mille: servono agenti per l’emergenza sbarchi, per i rimpatri, per il controllo dei Cie e via dicendo. Uno sforzo enorme che ci ha costretti a ridurre il numero di personale impegnato in strada. E questo produce un aumento dell’insicurezza per il cittadino».

I soldi per la sicurezza vanno all'accoglienza
Ma il dato più impressionante di tutti è che per il 2017 il Governo ha destinato all'accoglienza degli stranieri 4,6 miliardi di euro di spesa, esattamente la cifra che manca al comparto sicurezza ogni anno. «Basti pensare che il pagamento per gli straordinari e le indennità collegate all’immigrazione sono in ritardo di un anno. È inaccettabile», dichiara Pianese. Il tutto, mentre si discute dell'opportunità di scarcerare Totò Riina. «Lo Stato deve innanzitutto garantire il rispetto per la dignità delle vittime», spiega il segretario generale Coisp. E aggiunge: «Ricordo che Riina ha ucciso decine di servitori dello Stato che hanno dato la loro vita per fermare il fenomeno eversivo più crudele della storia della Repubblica. Non possiamo dimenticarlo. La sua scarcerazione sarebbe inaccettabile dal punto di vista giuridico è umano. Il ‘capo dei capi’ ha avuto il barbaro coraggio di sciogliere nell’acido un bimbo. Non merita rispetto».

Reato di tortura? Una follia
Quanto al reato di tortura, Pianese è chiaro: «Lo abbiamo detto anche ai parlamentari: siamo contrari a questa legge. Perché è un provvedimento che rischia di generare un reato proprio delle forze di polizia. Il testo attuale è un pastrocchio che non accontenta nessuno». A suo avviso, bisognerebbe far riferimento alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Perché, inserendola come è stato proposto nel codice penale, significherebbe supporre che in Italia i poliziotti siano famosi per picchiare i cittadini. «È assurdo. Il codice già prevede pene severe per lesioni e altri comportamenti scorretti. Perché aggiungere il reato di tortura?». E aggiunge: «Basterebbe una perizia dello psicologo e anche Riina potrebbe dire di essere stato ‘torturato psicologicamente’ solo perché è stato incalzato con delle domande. Saremo costretti a chiederci se ammanettare una persona possa turbare o meno la sua psiche. Siamo alla follia».