30 settembre 2020
Aggiornato 02:00
Accusa di omicidio volontario con aggravante crudeltà

Infermiera arrestata a Piombino: 13 omicidi con «bombe di eparina»

Utilizzava un anticoagulante per uccidere: 13 le vittime dell'infermiera 55enne morte per emorragie diffuse nell'ospedale di Piombino nel 2014

ROMA - Omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà: questa l'accusa mossa nei confronti dell'infermiera 55enne accusata di aver ucciso 13 pazienti nell'ospedale di Piombino. Uccideva somministrando ai pazienti eparina, un farmaco anti coagulante, tramite una iniezione letale l'infermiera arrestata dai carabinieri del Nas di Livorno con l'accusa di avere commesso 13 omicidi volontari, tra il 2014 e il 2015.

La condanna a morte
I pazienti uccisi erano tutti ricoverati, a vario titolo e per diverse patologie, nell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale civile di Piombino. Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna somministrava una quantità di eparina tale «da determinare, soprattutto in alcuni casi, una rapida, diffusa ed irreversibile emorragia con conseguente morte». Si sta facendo luce sulle motivazioni che hanno portato agli insani gesti, verosimilmente - spiegano i carabinieri - da collegare allo stato psichico dell'infermiera, in particolare a depressione, uso di alcol e di psicofarmaci.

Morte per scoagulazione del sangue
I pazienti deceduti, uomini e donne di età compresa fra i 61 e gli 88 anni, in molti casi avevano patologie per le quali la somministrazione dell'eparina non rientrava nelle possibili terapie. I tredici decessi, dodici dovuti a scoagulazione del sangue e uno ad arresto cardiaco ma ugualmente riconducibile alla somministrazione di altro farmaco, hanno alterato il totale nelle statistiche della struttura sanitaria.

L'indagine
L'indagine, iniziata a metà anno del 2015 e condotta dai carabinieri del NAS di Livorno, coordinati dalla Procura della Repubblica di Livorno, è scaturita da una segnalazione di un'ennesima ed inspiegabile morte nell'ospedale di un anziano signore per emorragie diffuse non direttamente collegabili alle patologie di cui era affetto. L'attività investigativa del Nas toscano, coadiuvato nelle varie fasi dal reparto analisi criminologiche - sezione psicologia investigativa e sezione atti persecutori del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (RaCIS) di Roma, ha consentito di accertare la responsabilità dei delitti in capo alla donna, che era in servizio nell'ospedale da numerosi anni.

L'arresto
Le morti sono avvenute nel 2014, il 19 gennaio, 27 giugno, 22 settembre, 2 ottobre, 24 novembre, 26 novembre, 20 dicembre, 28 dicembre. E nel 2015 il 9 gennaio, 11 marzo, 1 luglio, 9 agosto, 29 settembre. I militari, dopo accurate verifiche sui turni di servizio di tutto il personale operante, a vario titolo, in quel reparto, sono anche riusciti a indentificare come unica e ricorrente presenza in tutti i turni sospetti (correlati alle morti), nel Reparto Anestesia e Rianimazione, quella della infermiera. L'infermiera, dopo l'arresto e la perquisizione presso il domicilio e gli altri luoghi di pertinenza, è stata portata nella Sezione femminile della Casa circondariale di Pisa a disposizione dell'autorità giudiziaria.