28 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Il funerale all'Olgiata

Incidente Tarragona, l'ultimo saluto a Elisa

Lacrime e tanto dolore nel giorno dell'addio alla studentessa di medicina Elisa Scarascia Mugnozza

ROMA – Un fiume di lacrime oggi all'Olgiata, dove, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, familiari, amici e conoscenti hanno dato l'ultimo saluto ad Elisa Scarascia Mugnozza, una delle sette studentesse italiane rimaste vittima dell'incidente stradale in Spagna la scorsa domenica mattina. Dolore e disperazione per una morte ingiusta e una chiesa gremita per salutare la studentessa 25enne.

Grazie Elisa
arole forti e piene di amore quelle del padre di Elisa, docente presso l'Università della Tuscia, che ha voluto salutare così la figlia: «Vorrei ringraziare Elisa per essere stata con noi in tutti questi anni, la sua dolcezza, allegria, voglia di vivere e talvolta la sua testardaggine, qualche volta un po' crucciata ma sempre simpatica e divertente. Voleva diventare dottoressa e c'era quasi arrivata, aveva già il suo camice verde per la sala operatoria e lavorava con i bambini con la clownterapia. Il suo obiettivo era diventare chirurga e trovare i bambini in America Latina e Africa. Speriamo che i tanti suoi colleghi, amici e amiche vicino a noi in questi giorni possano coronare questo sogno».

Una morte senza senso
Anche il parroco non trova le parole per dare un senso ad una vita spezzata in modo così prematuro: «Qui siamo assetati di tante risposte ma abbiamo bisogno di sentirci amati. Sai Elisa, il Papa ha pregato per voi. Ci piace questo Papa che ci parla della Misericordia di Gesù, di un Dio che è pronto ad accoglierci. Oggi abbiamo un po' di imbarazzo davanti a quel Dio. Vorremmo chiedergli perché proprio te? Perché è successo, che senso ha? Vorremmo intravedere un senso per andare avanti». Un senso che, però, si perde in un mare di dolore così grande.

La forza di un padre che crede ancora nell'Erasmus
La madre e il padre della giovane studentessa hanno trovato la forza di leggere dei brani dall'altare. Un passo dal Cantico dei Cantici per la madre e uno dal Libro dell'Apocalisse il padre, che, nonostante lo strazio, ha saputo condividere con i presenti parole importanti rispetto a quello che era stato il senso del viaggio di Elisa in Spagna, quel progetto Erasmus in cui Giuseppe Scarascia Mugnozza crede davvero: «Sembra ironico – dice – che questo sia successo proprio a me, docente che con i miei colleghi ho mandato tanti studenti in Erasmus in questi 20 anni. Credo che questo programma europeo sia fondamentale per la formazione di tanti giovani e se l'Europa nascerà sarà solo grazie a loro. Questo programma si deve rafforzare. Noi dell'Università dobbiamo essere più attenti e non lasciare che certe imprudenze vengano commesse portandoci via queste vite giovani e bellissime. Sarebbe bello che quello che è successo rafforzasse l'idea di Europa». Una parola anche per il Santo Padre «che ci ha scritto», dice il papà di Elisa, che poi ringrazia «il Signore per averci accolto nella sua casa. Ma anche lo Stato italiano che ci ha aiutato e consentito di riportare velocementeElisa qui, almeno per la settimana di Pasqua, e le istituzioni, le città di Roma e Viterbo che ci sono state vicino. E ringrazio anche la Protezione civile spagnola che è stata vicina a noi e ha mostrato umanità in questa disgrazia».

Il ricordo degli amici
Straziante anche il ricordo dei tanti amici e compagni di studi di Elisa, che hanno speso parole di amore e tristezza per quell'amica andata via troppo presto. «Sarai con noi. Con i nostri traguardi. Ti laureerai 12 volte così quante ne siamo noi. Sarai la colonna sonora della nostra vita, sarai i nostri sorrisi, la nostre luce, il nostro 'Patronus', non ti lasceremo mai andar via». Così un'amica di Elisa tra le lacrime. «Sarai sempre con noi. Con i nostri traguardi. Ti laureerai con noi, anzi per noi sei diventata medico chirurgo già tanti anni fa. Penso alle chiacchierate durante alle sessioni d'esame, durante i caffè, le giornate passate sui libri. In ogni parte il tuo sorriso splende», dice un'altra compagna.