28 settembre 2020
Aggiornato 17:30
una voragine da 845 mln di euro

Crac Idi, Zingaretti: «Noi restiamo al fianco dei lavoratori»

La Regione Lazio si costituirà parte civile nel processo per il crac dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata e che ha coinvolto anche le strutture del S. Carlo di Nancy e Villa Paola

ROMA - Proseguono le indagini sul crac dell'Idi. La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dei 40 indagati coinvolti nell’inchiesta sul dissesto da decine di milioni di euro della «Provincia italiana della Congregazione dei figli dell'Immacolata concezione»: una voragine da 845 milioni di euro nei bilanci, più l’utilizzo indebito di altri sei milioni di fondi pubblici.

La Regione Lazio si costituisce parte civile
«La Regione Lazio si costituirà parte civile nel processo per il crac dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata e che ha coinvolto anche le strutture del S. Carlo di Nancy e Villa Paola. La Regione è intenzionata ad opporsi in modo determinato a tutti gli illeciti nella pubblica amministrazione ed in particolare per quelli che sono stati consumati nel settore della sanità. Vicende come quella dell’Idi sono state citate recentemente dalla Corte dei Conti come casi emblematici di una deriva morale dei suoi protagonisti nella gestione di strutture volte a garantire assistenza sanitaria ai cittadini poiché scaricano gli oneri del fallimento e della malagestione sui lavoratori e sulle finanze pubbliche», aveva fatto sapere in una nota la Regione Lazio.

Zingaretti: Saremo al fianco dei lavoratori
«Noi saremo al fianco come sempre ai lavoratori dell'Idi. Ma sia chiaro che loro sono le principali vittime non del taglio di budget ma di scelte sbagliate del mamagement e di una gestione dissennata di saccheggio delle risorse pubbliche ben oltre i limiti della legalità come si evince dagli atti del rinvio a giudizio di 39 indagati per 144 capi di imputazione. I budget sono definiti sulla base di criteri oggettivi, basta furbizie o regalie che hanno distrutto in passato il nostro sistema sanitario». Così il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di un evento a Roma. «Chiedere di definire budget fuori le regole significa a nostro giudizio porsi in un ottica di istigazione a delinquere e questo è inaccettabile come inaccettabile è sfruttare la condizione dei lavoratori come arma di pressione o ricatto» ha concluso.