13 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Ospite di In 1/2 ora insieme a Ilaria Cucchi e Lucia Uva

Caso Cucchi, Tonelli: Videocamere su divise, auto e in celle di sicurezza

Se ci sono responsabilità nelle vicende di Stefano Cucchi e Giuseppe Uva vanno punite. Intanto serve maggior controllo in caserme e commissariati

ROMA - Un parterre difficile, con Ilaria Cucchi, Lucia Uva, sorelle rispettivamente di Stefano e Giuseppe, morti entrambi mentre erano in custodia delle forze dell'ordine, processi faticosi ancora in corso, e Gianni Tonelli, segretario del Sindacato autonomo di polizia, tutti ospiti di Lucia Annunziata a in 1/2h su Raitre: molti i battibecchi ma qualche tentativo di dialogo c'è stato, e un sì di Lucia Uva alla proposta di Tonelli che vuole videocamere su ogni divisa, auto delle forze dell'ordine e camere di sicurezza.

La spy pen di Tonelli
Tonelli ha esordito: «Sono qui purtroppo perché i vertici abdicano alle loro funzioni». Dopo una serie di botte e risposte sui processi in corso, e rivendicazioni sui «poliziotti feriti ogni anno per la sicurezza dei cittadini», il segretario del Sap ha cercato di tagliare la testa alla questione: «Io sono innamorato della verità, al punto tale che già due anni e mezzo fa abbiamo fatto una proposta ed è partita la sperimentazione», ha detto mostrando una «spy pen, che è stata distribuita ai colleghi», perché «vogliamo essere messi ai raggi x, videocamere in modo da video-fono registrare ogni operazione, perchè vogliamo la verità oggettiva».

«Se ci sono responsabilità, nessuno sconto»
«Se vogliamo che questa esperienza serva per il futuro, che ciò che accade non possa più essere messo in discussione, vogliamo una videocamera su ogni divisa, su ogni auto e in ogni ambiente di polizia», ha sottolineato il segretario del Sap, «proprio perché non ci devono essere dubbi su quello accade. Le abbiamo distribuite a nostri colleghi, ed è partita la sperimentazione per l'ordine pubblico e vogliamo che ci siano telecamere anche nelle celle di sicurezza, anche per valutare se il mio gesto è stato proporzionato, opportuno. Io - ha concluso - voglio la verità e se ci sono responsabilità nessuno sconto». Dopo lo scontro sulle carte processuali dei casi Uva e Cucchi, un'apertura sulle videocamere è arrivata da Lucia Uva: «D'accordissimo che abbiamo le telecamere», «ma - ha aggiunto - soprattuto deve cambiare la giustizia».

(con fonte Askanews)