18 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Inizio 2016 amaro per il quartiere di Roma est

Aumenta il pedaggio autostradale, rabbia a Ponte di Nona: «Ci stacchiamo da Roma»

Non inizia bene il 2016 per gli abitanti del quartiere di Ponte di Nona: un aumento del pedaggio autostradale di dieci centesimi fa esplodere la rabbia dei cittadini, già costretti a pagare 1,30 euro per entrare e uscire dal quartiere

ROMA - «Quale Comune di 30.000 abitanti non ha un liceo? Scuole materne per tutti? Campi sportivi? Collegamenti diretti? Stazione dei carabinieri? Questa è la realtà che viviamo e come Comune nessuno potrebbe ignorarci come è stato fatto sinora». Il quartiere di Ponte di Nona, situato nella zona est della città, torna a farsi sentire. E stavolta lo fa con rabbia alla luce dell'aumento del pedaggio autostradale del casello di ingresso dell'A24, unico accesso alla città insieme alla Collatina. 

Un anno nuovo dal gusto amaro
Un inizio di 2016 amaro, quello degli abitanti del quartiere che si sono visti aumentare il pedaggio di ben dieci centesimi. Sembrano poca cosa, ma sale la rabbia dei cittadini di Ponte di Nona, già al limite proprio a causa di una «tassa» da pagare per entrare e uscire dal quartiere. Una vera e propria ingiustizia, quella subita dal quartiere a est di Roma. L'aumento è stato deciso nell'ambito di una più ampia organizzazione dei pedaggi autostradali, che ha visto coinvolti molti caselli lungo lo stivale. Se l'aumento medio è stato, però, dello 0.86%, a Ponte di Nona ha toccato un picco non indifferente dell'8.3%. Vale a dire che le famiglie di Ponte di Nona per uscire e entrare dal quartiere spenderanno annualmente ottanta euro in più. E non è affatto poca cosa.

Un sistema perverso
Il perché di questo aumento spropositato va ricercato nel nuovo sistema applicato per il calcolo del pedaggio: l'arrotondamento previsto dal decreto ministeriale prevede che se il pedaggio dovuto presenta una cifra finale inferiore ai cinque centesimi di euro, il pedaggio che paga l'utente è arrotondato ai dieci centesimi inferiori; se la cifra finale è uguale o superiore ai dieci centesimi, il pedaggio per l'utente si arrotonda ai dieci centesimi superiori. «E' un sistema perverso che applicato al nostro casello ha causato notevoli aumenti negli anni passati il pedaggio è aumentato sempre di 10 centesimi in 10 centesimi. Ricordiamo ad esempio che nel 2008 il pedaggio costava 0,80 centesimi. In 7 anni abbiamo avuto un aumento del pedaggio di oltre il 60% e i costi sono diventati insostenibili per gli abitanti della periferia est di Roma», spiega il comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona.

La rabbia dei cittadini
Quella degli abitanti di Ponte di Nona è una rabbia che sfocia in uno sfogo importante. Per il comitato di quartiere, infatti, non avrebbe più senso oggi «appartenere» al Comune di Roma. «Meglio attrezzarci per diventare una municipalità a parte», dicono.