12 luglio 2020
Aggiornato 02:00
Processo per la morte di Stefano in corso

Caso Cucchi, Ilaria: Si parla di pestaggio, qualcuno chieda scusa

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano - morto nella notte del 22 ottobre del 2009 - chiede che ora si faccia chiarezza sul lavoro dei periti. Intanto la famiglia annuncia di rinunciare al ricorso in cassazione

ROMA - «Oggi sento per la prima volta parlare di violentissimo pestaggio e mi viene da chiedere cosa c'entri questo con la caduta rovinosa indicata nella perizia. Qualcuno ci dovrebbe chiedere scusa». Lo ha detto Ilaria Cucchi a margine del processo per la morte del fratello Stefano in corso davanti alla quinta sezione penale della Cassazione.

Si faccia chiarezza
«Quello che spero è che adesso si faccia chiarezza su aspetti medico-legali e quanto le consulenze dei medici-legali e dei periti della procura abbiano segnato 6 anni di processo», ha aggiunto. Intanto il Comune di Roma, costituto come parte civile nel processo, si è allineato alle richieste del pg Nello Rossi che ha sollecitato la conferma delle assoluzioni per i tre agenti di polizia penitenziaria e l'annullamento con rinvio di quelle per i cinque medici dell'ospedale Pertini accusati di omicidio colposo. 

Rinunciare al ricorso
«Alla luce della nuova inchiesta abbiamo deciso di rinunciare al ricorso». Lo ha annunciato l'avvocato Fabio Anselmo nel corso dell'udienza per il caso Cucchi in Cassazione. «Avevano impostato il ricorso sulle carte, se queste carte sono state falsate noi siamo le prime vittime di questo falso», ha aggiunto Anselmo parlando a margine dell'udienza riferendosi all'inchiesta bis che ha iscritto - a diverso titolo - cinque carabinieri nel registro degli indagati per la morte del giovane geometra romano avvenuta sei anni fa.

(con fonte Askanews)