7 giugno 2020
Aggiornato 00:00
La guerra della sorella

Cucchi, Ilaria: Mio fratello è stato torturato

Stefano Cucchi morì la notte del 22 ottobre 2009: «Introdurre in Italia una legge contro la tortura e chiamarla Legge Cucchi sarebbe un sogno»

ROMA - Caso Cucchi, Ilaria Cucchi è intervenuta questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Dopo sei anni la verità
Ilaria Cucchi ha parlato delle ultime novità emerse a proposito della morte del fratello, Stefano: «Lo dissi più o meno un anno fa che sarebbero arrivare delle novità e queste novità sono arrivate. Dal punto di vista umano sono drammatiche, in questi sei anni qualcuno ha nascosto tutto. Il carabiniere che si sarebbe vantato di averlo pestato? Una cosa terribile, mi chiedo come si faccia a parlare del pestaggio di un ragazzo in questa maniera. Adesso finalmente inizia un nuovo capitolo, ora ho una speranza in più, anche se questo ovviamente costa tanto dolore, e questo mi riporta a quei giorni, alla sofferenza che mio fratello ha passato e a quello che poi abbiamo sofferto noi. Mio fratello è stato torturato. Introdurre in Italia una legge contro la tortura e chiamarla Legge Cucchi sarebbe un sogno. Il significato che forse, alla fine, tutto ha avuto senso». 

Legale: cestinata perizia processo
«Con questa richiesta d'incidente probatorio viene cestinata giustamente e finalmente la perizia del processo di primo grado già ignorata dalla Corte d'assise d'appello». Così ha detto l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Stefano Cucchi, in merito alla nuova richiesta della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta bis sulla morte del giovane geometra. «Sono sei anni che ci battiamo per dimostrare che Stefano è morto a causa di un pestaggio violento subito - ha aggiunto Anselmo - Dopo anni nei quali siamo stati costretti a confrontarci con il medico legale che eseguì l'autopsia su una caduta o su cadute accidentali di Stefano. Ora finalmente stiamo correndo a grandi passi verso la verità. Adesso abbiamo tutte le possibilità concrete di dimostrare ciò che è ovvio per tutti: se Stefano non fosse stato violentemente pestato non sarebbe morto. Di omicidio si dovrà interessare questo processo».


(con fonte Askanews)

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