28 febbraio 2020
Aggiornato 00:30
che fine ha fatto il bando di gara?

Terme di Caracalla, lo stadio Nando Martellini chiude i battenti

Troppe le spese di manutenzione e non solo, che ha sostenuto da sola la Fidal Lazio. Da qui la chiusura imprevista della struttura

ROMA - Ieri la Fidal Lazio ha restituito le chiavi dello stadio Nando Martellini alle terme di Caracalla, che chiuderà i battenti a soli due mesi dal restyling che l'aveva riportato agli antichi splendori. Perché? Manca il bando gara per l'affidamento della struttura. Il solito pasticciaccio all'italiana, anzi alla "romana".

Lo stadio Nando Martellini chiude i battenti
La Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) Lazio l'aveva anticipato in una nota firmata dall'architetto Cuccara il 13 novembre scorso. Avrebbe restituito le chiavi dello stadio Nando Martellini alle terme di Caracalla all'amministrazione capitolina, perché non più intenzionata ad accollarsi le spese per il mantenimento della struttura. E così ha fatto ieri. Lo stadio ha ufficialmente chiuso i battenti, a soli due mesi dalla restaurazione. Il problema è che manca il bando di gara per l'assegnazione della gestione dello stadio, e se nessuno lo prende in gestione all'amministrazione capitolina non resta che chiuderlo.

L'appello della Fidal Lazio al neo commissario
Troppe le spese di manutenzione e non solo, che fin qui ha sostenuto da sola la Fidal Lazio. Da qui la chiusura anticipata. Solo un mese fa, l'ex assessore Marinelli aveva rassicurato gli sportivi romani con una nota pubblicata sul sito di Roma Capitale: «Dalla prossima settimana sarà online la procedura rivolta ad associazioni, società, scuole ed enti di promozione sportiva per accreditarsi e accedere allo stadio Nando Martellini», ma poi è saltata la giunta Marino e non se n'è fatto più nulla. Il presidente della Fidal Lazio, Fabio Martelli si è rivolto con una missiva direttamente al neo commissario Francesco paolo Tronca, sollecitando un suo interessamento alla vicenda, nell'interesse di tutti i romani. Speriamo che il suo appello non rimanga lettera morta.