12 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Finto incidente

«Un pirata della strada mi ha travolto», ma le telecamere riprendono tutto. Nei guai un vercellese

Un uomo ha inscenato un incidente denunciando di essere stato scaraventato a terra da un'auto e lasciato per strada. Ma si è inventato tutto

VERCELLI - In tempi di crisi, si sa, il proverbiale italico mix di genio e sregolatezza può raggiungere livelli mai immaginati prima. Ma ogni tanto finisce male. Lo sa bene un vercellese classe '77 che ha inscenato un finto incidente per starsene un po' a casa in mutua e intascare qualche soldino senza troppa fatica.

È il 9 luglio e B.A., queste le sue iniziali, è in sella alla sua bicicletta e sta percorrendo la provinciale 31 da Vercelli in direzione Stroppiana per andare al lavoro. Per strada non c'è nessuno: nessun occhio indiscreto che possa vederlo. Con un carpiato da Olimpiade che neanche la Cragnotto, l'uomo si getta nel canale adiacente la strada e chiama prima i carabinieri e poi il 118. Ai soccorritori racconta di essere stato investito da un'auto pirata che, dopo averlo scaraventato a terra – spiega – è scappata.

Ricoverato al pronto soccorso ripete di essere stato travolto da una macchina in corsa che l'ha lasciato a terra. Il medico non può far altro che classificare l’episodio come infortunio sul lavoro (infortunio «in itinere» si dice in gergo) visto che l'uomo si stava dirigendo sul posto di lavoro, e trasmette il referto all’Inail e al Questore. B.A. presenta denuncia contro ignoti per lesioni colpose e omissione di soccorso e contestualmente inoltra denuncia all’Inail, iniziando così a percepire una discreta somma di denaro per ogni giornata di lavoro persa.

Non pago, scrive ai principali giornali locali invocando giustizia e verità. Subito partono le indagini della Polizia di Stato della Questura di Vercelli che inizia i primi accertamenti: qualcosa nel racconto dello sfortunato lavoratore però non torna. Gli inquirenti richiedono e ottengono le riprese di alcune videocamere della zona e cosa scoprono? Che si è inventato tutto. Le immagini dimostrano chiaramente che non c'è stato nessun incidente. Convocato in Questura e messo di fronte alle sue responsabilità, B.A. ammette di aver inscenato la truffa per guadagnarci qualcosa.

Ma non è tutto: l'apice giunge quando l'uomo, allontanandosi dalla Questura, risulta perfettamente «guarito» senza più nessuno degli «appigli» medici con cui era arrivato: niente più collare, fasciature, medicazioni, niente di niente. L'uomo è stato denunciato per il reato di simulazione di reato e tentata truffa aggravata.