4 agosto 2020
Aggiornato 21:30
Parla il responsabile di FdI Federico Rocca

Dal Campidoglio la follia per il Flaminio: l'ok per i concerti rock

Solo qualche anno fa l'amministrazione comunale aveva vietato che lo Stadio Flaminio venisse utilizzato per eventi musicali: l'impianto nasce tra due quartieri e i concerti causavano notevoli disagi. Ignazio Marino, però, ci ripensa

ROMA - «Il fatto di avere un Sindaco genovese e una giunta di esterni che non conoscono Roma fa si che dal Campidoglio si facciano proposte strampalate che ignorano totalmente la storia dei quartieri della nostra città». A parlare è il responsabile romano enti locali di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Federico Rocca, che, ancora, punta il dito contro l'amministrazione Marino, stavolta in merito all'utilizzo sconsiderato che il sindaco ha destinato allo storico stadio di Roma, il Flaminio. L'ultima uscita del sindaco Marino è stata quella di «dedicare lo Stadio Flaminio, ad oggi ancora abbandonato dall’amministrazione capitolina, per lo svolgimento di concerti di musica rock».

Le idee confuse di Marino
Come piega Rocca, questo tipo di utilizzo dello stadio fu vietato diversi anni fa per la posizione geografica dello stadio rispetto alla città. L'impianto nasce, infatti, tra due quartieri residenziali della città e «i concerti causavano notevoli disagi ai cittadini nonché un impatto acustico insopportabile nelle ore serali», aggiunge ancora Rocca. Per il responsabile di FdI-An alla base della decisione scellerata di Ignazio Marino e della sua amministrazione vi sono due motivi: innanzitutto il sindaco dimostra così «la non conoscenza della storia della città ma questa non è una novità per la Giunta Marino», la seconda è, invece, il «non avere le idee chiare sul futuro del Flaminio». Rocca si dice, inoltre, molto preoccupato poiché «l’Assessore Caudo parla di trattative con un investitore privato, forse per un impianto del genere sarebbe più opportuna una procedura di evidenza pubblica, credo addirittura una gara europea, ma quanto pare in Campidoglio non si sono ancora stancati di fare affidamenti diretti».

Serve un tavolo di lavoro serio
Fratelli d'Italia – come continua il responsabile romano – si è più volte battuto affinché dello Stadio Flaminio venisse fatto l'uso che merita, chiedendo all'amministrazione che si aprisse «un tavolo di confronto anche con delle realtà cittadine, come ad esempio il progetto AGON, un gruppo composto da sportivi, architetti, ingegneri, storici, nonché da Irene Nervi nipote dell’ideatore del Flaminio Pierluigi Nervi e da Attilio Terragni nipote dell’architetto Terragni che proprio nelle scorse settimane hanno avviato un tavolo di lavoro per poter proporre delle idee progettuali idonee a tutelare e a rilanciare l’impianto, tenendo ovviamente in considerazione le specificità della struttura e il contesto urbanistico circostante..», aggiunge Rocca. Quello che chiede Fratelli d'Italia è una risposta concreta e sensata da parte della Giunta Marino: «Dal Campidoglio ci attendiamo, in totale trasparenza, proposte sensate e non le solite follie, poiché troppo spesso sono un misto tra irrealizzabilità e disagi per i cittadini, nel frattempo nulla si muove e tutto va in malora».