19 settembre 2019
Aggiornato 16:30
Capotreno aggredito

Violenza cieca sul treno che torna da Expo

Carlo Di Napoli, mentre svolgeva il suo quotidiano lavoro di controllo dei biglietti dei passeggeri è stato brutalmente aggredito da un gruppo di giovani sudamericani che, sprovvisti del biglietto, hanno prima alzato la voce e quindi hanno furiosamente colpito l'uomo a colpi di machete

MILANO (askanews) - Un treno pendolari come tanti, sulla linea che porta al sito di Expo 2015, quindi frequentato anche di sera, al di fuori dai normali orari d'ufficio. La linea S14 di Trenord unisce Rho a Milano Rogoredo ed è l'ultima delle linee suburbane che attraversano il capoluogo lombardo da est a ovest. Linee sulle quali da anni si incontrano controllori giovani che hanno contribuito al rinnovamento di un servizio fondamentale per chi lavora a Milano venendo dalla provincia e che nel passato ha vissuto momenti di grande difficoltà. Ma nella sera dell'11 giugno nella stazione urbana di Villapizzone, periferia nordovest della città, in zona Bovisa, un capotreno di 32 anni, Carlo Di Napoli, mentre svolgeva il suo quotidiano lavoro di controllo dei biglietti dei passeggeri è stato brutalmente aggredito intorno alle 21.50 da un gruppo di giovani sudamericani che, sprovvisti del biglietto, hanno prima alzato la voce e quindi hanno furiosamente colpito l'uomo a colpi di machete, arma che, secondo le testimonianze, uno di loro teneva in uno zaino.

Di Napoli è stato aiutato da un collega che si trovava sul posto benché fosse fuori servizio e quando sono intervenuti i sanitari, oltre a una grande pozza di sangue, hanno trovato il capotreno con profonde ferite al braccio sinistro, parzialmente amputato. L'uomo è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Niguarda dove è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico per salvare l'arto e le sue funzionalità. Gli aggressori invece si sono dati alla fuga.

Il drammatico episodio di Villapizzone riporta in primo piano la questione delle gang latine che in più occasioni hanno portato violenza furibonda sui mezzi di trasporto milanesi e che, nel sottobosco delle comunità etniche, si muovono spesso senza regole e con il costante ricorso a pratiche violentissime. Un problema che ritorna sotto i riflettori della cronaca in casi come l'aggressione al capotreno di Trenord, ma che, nei fatti, da anni è presente, con diverse sfumature di intensità, nella realtà complessa di una metropoli in crescita come Milano. Ma che un'aggressione di questo tipo si sia verificata su un treno che riportava in città i visitatori dell'Expo appare una metafora amara e preoccupante di una società che a volte sembra muoversi a velocità e con regole drammaticamente diverse.