10 luglio 2020
Aggiornato 14:30
Intitolazione della sala consiliare

Pertengo ricorda in modo speciale il giornalista Francesco Rosso

Il Comune intitolerà la sala consiliare a Francesco Rosso, giornalista di fama originario di Pertengo. Intervistò Che Guevara, il Negus Hailé Selassié e Ben Gurion

PERTENGO - Francesco Rosso era un giornalista di fama ed era originario di Pertengo. Il Comune vercellese e il sindaco Anna Talpo non hanno dimenticato il valore dell'illustre concittadino e ora vogliono rendergli onore nel tempo intitolandogli la sala consiliare. La cerimonia è programmata per sabato 9 maggio alle 10,30, nel palazzo municipale. Alla manifestazione parteciperanno rappresentanti della stampa piemontese e del quotidiano La Stampa, giornale per il quale Rosso aveva lungamente lavorato. Alberto Sinigaglia (presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte), Dario Corradino (La Stampa), Enrico De Maria (La Stampa di Vercelli) e Giovanni Barberis (La Stampa di Vercelli) insieme tratteggeranno un'immagine di Francesco Rosso. Durante la cerimonia verranno letti alcuni brani tratti da Ritorno in risaia, pubblicati su La Stampa nel 1977, da due architetti pertenghesi, Giulia Bazzano e Francesca Ferraris.

CHI ERA ROSSO - Professionalmente Rosso ha segnato dei passaggi importanti per il giornalismo italiano. Iniziò la sua carriera all'Opinione e, prima di passare definitivamente a La Stampa nel 1954, collaborò con la Gazzetta del Popolo. Era un inviato speciale, girava il mondo e i suoi reportage erano su guerre ed eventi importanti. Raccontò gli avvenimenti che accadevano nel continente africano e dell'America Latina, da Cuba a Brasile, Argentina, Colombia, Cile, Perù e Paraguay. Tocco anche l'Asia e il Medio Oriente, sempre in prima linea pronto a descrivere gli eventi più importanti. Tra le tante interviste che fece vanno ricordate quelle a Che Guevara (il rivoluzionario argentino), a Hailé Selassié (negus dell'Impero d'Etiopia) e a David Ben Gurion (fondatore dello Stato di Israele e prima persona a ricoprire l'incarico di Primo ministro del suo Paese). Francesco Rosso aveva lasciato la professione attiva nel 1976, ma aveva continuato a collaborare attivamente con diverse testate. Dopo il suo decesso, avvenuto nel gennaio del 1991 quando aveva 81 anni, fu seppellito nel cimitero di Pertengo.