28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Servizio pronto intervento

La postazione 118 di Santhià non si tocca

Voci su un possibile ridimensionamento del servizio 118 di Santhià, mettono in allarme il sindaco Angelo Cappuccio che annuncia prese di posizioni forti in caso di conferma

SANTHIÀ - «Il 118 non si tocca!», dichiara il sindaco di Santhià Angelo Cappuccio. Una serie di voci (non confermate da fonti ufficiali) che si sono diffuse per Santhià in questi giorni, hanno messo in allarme il primo cittadino. Nel dubbio che un fondo di verità potesse comunque esserci, mercoledì 29 aprile ha affidato a un comunicato stampa una ferrea presa di posizione contro un eventuale ridimensionamento del servizio. In città, dopo la soppressione del punto di primo soccorso presente nel presidio sanitario San Salvatore, avvenuto pochi anni fa, la soglia di attenzione per la postazione del 118 è sempre molto alta. Così, sono bastate alcune voci allarmistiche per far scattare l'allarme.

MOBILITAZIONE - «Con l'approssimarsi della stagione estiva - scrive il sindaco - ci si pone il problema di cosa potrà avvenire in relazione ai servizi garantiti dal 118 sul nostro territorio». Al riguardo precisa che non avrà tentennamenti nell'opporsi a ridimensionamenti e dequalificazioni. Promette, inoltre, che qualora «la postazione di Santhià debba subire un ridimensionamento del servizio, sarà pronto a mobilitare tutta la cittadinanza. Cittadinanza a cui l'Asl aveva promesso, quando era stato tolto il punto di primo soccorso, una postazione del 118 con autoambulanza completa di equipaggio composto da autista, barelliere, infermiere e medico».

SERVIZIO - Ricorda quindi che l'indice di medicalizzazione delle postazioni del 118 è calcolato, pianificato e deliberato in ambito regionale. Tale dato è elaborato per rispondere alla necessità di garantire al cittadino utente, in potenziale o evidente pericolo di vita, lo standard di qualità per essere assistito in tempi da determinare la ripresa dall'arresto cardiaco o per evitare l'evoluzione verso questo stato. «Uno tra gli errori da evitare - aggiunge -, in merito all'assetto operativo che fornisce prestazioni avanzate al cittadino utente in pericolo di vita, è proprio quello di non assicurare l'indice di medicalizzazione ed infermierizzazione congiunta sulla stessa ambulanza». «Il nostro territorio, vista la lontananza dall'ospedale di Vercelli, ha delle caratteristiche specifiche per cui l'assenza di alcuni operatori potrebbe presentare rischi molto gravi in caso di urgenze dove è richiesta la presenza dell'intero equipaggio. Inoltre il territorio di Santhià è particolarmente a rischio per incidenti di particolare gravità e con più feriti per la presenza di ben tre autostrade (A4, A5, A26)». A fronte di tutto ciò, il sindaco Angelo Cappuccio conclude ribadendo che «non accetterò, né ora né in futuro, un eventuale ridimensionamento del servizio».

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