24 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Cronaca

'Ndrangheta: sequestri tra Roma e Vibo Valentia contro la cosca Fiarè-Razionale

A Roma sigilli al «Caffè Fiume», in Calabria un altro bar-ricevitoria ed un appartamento fittiziamente intestato alla famiglia ed al sindaco uscente di San Gregorio d'Ippona. Il provvedimento del Tribunale di Vibo ha riguardato infine anche una grossa società di rilievo nazionale nel campo dell'edilizia, la Lico Santo srl

ROMA - Dopo quelli eseguiti lo scorso mese di marzo, gli uomini del Centro Operativo Dia di Roma, supportati da quelli della Sezione di Catanzaro, hanno eseguito stamattina nella Capitale un ulteriore sequestro emesso dal Tribunale di Vibo Valentia-Sezione misure di prevenzione nei confronti dei beni riconducibili alla cosca della 'ndrangheta Fiarè-Razionale. A Roma il provvedimento ha riguardato la società «Caffè Fiume», proprietaria dell'omonimo noto bar di via Salaria a pochi passi da Via Veneto. Gli approfondimenti investigativi successivi ai sequestri operati a marzo tra Roma e la Calabria hanno consentito di ricostruire nel dettaglio tutti i passaggi relativi all'acquisizione da parte della cosca del Caffè e di individuare tutte le società create ad hoc per sviare gli accertamenti patrimoniali ed evitare il sequestro dell'esercizio pubblico.

IL SINDACO COINVOLTO - Tra i beni sequestrati dalla Dia c'è anche un altro bar-ricevitoria ed un appartamento dimora della famiglia Razionale nella provincia di Vibo Valentia. In particolare gli investigatori hanno appurato che l'appartamento sequestrato era fittiziamente intestato alla famiglia ed al sindaco uscente di San Gregorio d'Ippona, che avevano venduto negli anni '80 l'immobile al capo della cosca Fiarè-Razionale senza mai effettuare il dovuto passaggio di proprietà. La posizione del sindaco e dei suoi famigliari è adesso è al vaglio degli inquirenti, avendo favorito, per tutti questi anni, l'aggiramento della normativa antimafia da parte di Razionale.

LE SOCIETA' EDILI - Il provvedimento del Tribunale di Vibo ha riguardato infine anche una grossa società di rilievo nazionale nel campo dell'edilizia, la Lico Santo srl, soggetto giuridico con sede legale a Roma, ma operativa in varie città. Applicando la nuove norme antimafia il Tribunale ha affidato la gestione della società ad un amministratore giudiziario, poiché le indagini della Dia di Roma hanno svelato l'esistenza di intensi rapporti affaristici tra la società, la Edil Service srl e la Roma Service srl già sottoposte a sequestro perchè riconducibili alla cosca del Razionale. Si è inoltre accertato che la Lico Santo ha impiegato nel ciclo lavorativo operai non in regola con la normativa vigente, forniti dalle società di Razionale, risparmiando così notevoli costi del personale. La durata nel tempo di tale rapporto aveva trasformato la Lico Santo in una società fiduciaria della cosca, che poteva farvi affidamento come fonte stabile di guadagno, permettendogli di partecipare indirettamente alla gestione degli appalti privati e pubblici, senza correre il rischio di essere scoperti, motivo del provvedimento adottato dal Tribunale finalizzato a garantire il controllo della società ed a prevenire la continuità dell'ingerenza mafiosa.