Vado Ligure: sequestrata la centrale elettrica Tirreno Power
Secondo i pm della Procura di Savona, che indagano per disastro ambientale ed omicidio colposo, in meno di 10 anni i fumi avrebbero provocato la morte di oltre 400 persone
SAVONA - Sequestrata la centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure, in provincia di Savona. Secondo la magistratura ligure l'impianto non rispetterebbe tutte le prescrizioni previste dall'autorizzazione integrata ambientale. In pratica, per i pm della Procura, che indagano per disastro ambientale ed omicidio colposo, in meno di 10 anni i fumi della centrale avrebbero provocato la morte di oltre 400 persone. Un caso simile a quello dell'Ilva di Taranto.
Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria dice: «Non possiamo parlare di una vittoria quando si arriva a questo punto è una sconfitta generale per tutti e il vero rilancio del nostro Paese passa anche da una riconversione industriale pulita, verde e green».
Il sequestro riguarda solo solo le linee di produzione a carbone che, dunque, sono state temporaneamente chiuse. Restano attivi, in ogni caso, i gruppi a metano, non interessati dal provvedimento giudiziario.
«Noi a questa chiusura - ha concluso Grammatico - ribadiamo la necessità di riconvertire l'industria pesante che emette in atmosfera composti nocivi, che è un danno per le popolazioni locali, non diciamo certo oggi ma sono anni che quella centrale andava riconvertita a metano anche per salvaguardare i posti di lavoro».
«Difenderemo il nostro diritto a fare impresa in modo responsabile», si legge in un comunicato della Tirreno Power, ma c'è timore, ora, tra gli oltre 700 lavoratori della centrale e dell'indotto per le possibili ripercussioni del sequestro. I sindacati hanno chiesto al prefetto di Savona, Gerardina Basilicata, di convocare al più presto un incontro con i rappresentanti dell'azienda e delle istituzioni locali.