12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fratelli d'Italia

La Russa e Meloni: «Bisogna fare un'alleanza di centrodestra, mai più con la sinistra»

La Russa e Meloni lanciano la proposta di coalizione: «Vogliamo tornare a vincere senza ammucchiate, senza il pessimo che oggi è costituito dal governo di larghe intese»

ROMA - Ignazio La Russa e Giorgia Meloni hanno presentato le «parole chiave» per rilanciare il centro destra italiano, durante la due giorni di Officina per l'Italia. L'imperativo categorico di Fratelli d'Italia (Fdi) è «mai con la sinistra», ha spiegato La Russa: «Vogliamo tornare a vincere senza ammucchiate, senza il pessimo che oggi è costituito dal governo di larghe intese».

LEGALITÀ E ONESTÀ - Meloni invece ha parlato dei valori centrali, la legalità, ha detto l'ex ministro è «una grande sfida sul tema dell'etica pubblica e del ruolo dei politici», mentre il concetto di crescita va abbinato con quello di verità, «un concetto abbastanza distante dalla politica di questi tempi, ma dobbiamo avere il coraggio di dire agli italiani la verità».

MAI PIÙ LARGHE INTESE - Alla domanda se sia possibile un'alleanza con la nuova Forza Italia, ha risposto La Russa: «Forza Italia 1, 2 o chissà comunque sia l'evoluzione di Fdi ha le idee chiare: bisogna che vi sia l'accordo per essere alternativi alla sinistra, mai più larghe intese. Poi dobbiamo essere d'accordo nello scegliere con le primarie il leader di questa coalizione. Se ci saranno queste premesse dialogheremo molto volentieri con tutto il centrodestra».

SPERIAMO IN PRIMARIE CENTRODESTRA - «Noi abbiamo incontrato il presidente Berlusconi, i margini per un'alleanza dipendono dalle condizioni - ha ribadito la Meloni -, noi non siamo disponibili a fare un'alleanza ad ogni costo, ma a fare un'alleanza di centrodestra, un centrodestra che non sia subalterno alla sinistra come invece vediamo oggi. Ho letto l'altro giorno un tweet di Angelino Alfano - ha concluso la Meloni - sono molto contenta che anche lui riscopra il valore delle primarie, mi auguro che stavolta vada fino in fondo...».

IN LEGGE STABILITÀ SOLO OMBRE - Poi i dirigenti di Fdi hanno sparato a zero sulla legge di stabilità: «Io nella legge di stabilità vedo solo ombre - ha spiegato La Russa -. La montagna ha partorito un topolino: in tre anni forse diminuiremo le tasse dello 0,9 per cento, dell'1 per cento. Nessuno può immaginare che la ripresa abbia queste premesse così misere e così meschine».
Meloni ha aggiunto: «La legge di stabilità convince poco tutti, a cominciare da quelli che devono votare, i partiti della maggioranza, Partito democratico (Pd) e popolo della libertà (Pdl) che si stanno già scannando e nella migliore delle ipotesi dicono che è una legge un po' così».

ANCORA NULLA SU PENSIONI D'ORO - L'ex ministro ha poi attaccato sul suo cavallo di battaglia, le pensioni d'oro: «Non ci convincono le risposte che il governo dà sul tema, particolarmente, delle pensioni d'oro perché noi abbiamo chiesto un impegno coraggioso a tagliare le pensioni di quanti non hanno versato i contributi e prendono pensioni stratosferiche 90 mila euro al mese. Invece quello che Giovannini ha deciso di fare è bloccare l'adeguamento delle pensioni da 3 mila euro, che non sono esattamente le pensioni d'oro di cui parliamo, senza andare a colpire veramente coloro che prendono pensioni insopportabili per questo tempo. Abbiamo depositato una proposta - ha concluso Meloni - che prevede la definizione di un tetto che è dieci volte la pensione minima, quindi 5 mila euro, sopra il quale vanno calcolati i contributi: se non si sono versati la parte eccedente si taglia e si fanno ad aiutare le pensioni di invalidità, le pensioni minime ed i giovani».