Milano, rapinavano e stupravano escort: la mente una 22enne romena
Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia Duomo che hanno arrestato la giovanissima e incensurata Mihaela I. e il 24enne Neculai Sorin C., e che ora sono sulle tracce del terzo complice
MILANO - Era una 22enne escort romena la mente di un banda che terrorizzava le prostitute e le trans di alto bordo straniere che lavorano sulla ricca piazza milanese, malmenate, rapinate e persino violentate all'interno dei loro appartamenti dove ricevono solo su appuntamento i loro agiati clienti. Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia Duomo che hanno arrestato la giovanissima e incensurata Mihaela I. e il 24enne Neculai Sorin C., e che ora sono sulle tracce del terzo complice, il fratello 23enne di Mihaela, a cui la smaliziata 22enne indicava le colleghe da colpire tra quelle che «lavoravano» di più. Almeno cinque le vittime accertate, quattro ragazze e una trans, tutte brasiliane tra i 25 e i 35 anni e regolari in Italia.
L'indagine è scattata nel febbraio scorso, quando ai carabinieri è giunta una soffiata su una banda di balordi che stava seminando il panico tra le prostitute professioniste con base a Milano che si offrono attraverso gli annunci pubblicati su siti Web specializzati. Le ultime due vittime erano state una 29enne e una 30enne derubate dei loro incassi, smartphone, tablet, orologi e gioielli, in un appartamento di via Vincenzo Vela. Al termine del colpo la maggiore delle due era stata portata in una stanza da Neculai e violentata. La dinamica era più o meno sempre la stessa: nel tardo pomeriggio il fratello di Mihaela, che parlava un ottimo italiano, concordava con la escort un appuntamento per le 23 della sera stessa (500 euro per un'ora di prestazione) e all'orario concordato raggiungeva l'abitazione in taxi insieme con il complice. Una volta accertato che in casa non ci fossero né altri clienti né eventuali conoscenti delle prostitute, i due entravano in azione, sferrando prima di tutto un violentissimo pugno sul viso della vittima per terrorizzarla e spingerla a non fare resistenza.
Secondo quanto riferito dagli investigatori della Compagnia Duomo, l'indagine è stata difficile per la scarsissima collaborazione offerta dalle vittime e per questo i carabinieri temono che le escort rapinate possano essere di più, così come anche le violenze sessuali dato che oltre a quella commessa durante l'assalto dello scorso febbraio ne è stata tentata almeno un'altra.
In alcuni casi i due romeni avevano minacciato le ragazze con un coltello o con una scacciacani (a cui avevano tolto il tappo rosso) ed erano convinti che le loro vittime non avrebbero mai denunciato le violenze in quanto prostitute, ignorando che in Italia il meretricio in sé non è punibile. La prima a finire in manette è stata Mihaela che nel frattempo si era spostata da Milano a Biella, poi è toccato a Neculai individuato a Parigi dai carabinieri che lo hanno fatto catturare dalla polizia francese.
Il 14 agosto è stato estradato ed è giunto a bordo di un volo all'aeroporto di Linate. Per il fratello della 22enne è diventato esecutivo un mandato di cattura internazionale: ovunque venisse fermato per un controllo sarebbe immediatamente arrestato. Nelle intercettazioni telefoniche delle loro conversazioni gli investigatori dell'Arma hanno raccolto le dettagliate confessioni di quanto hanno commesso.
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