19 gennaio 2020
Aggiornato 19:00
Incidenti montagna

Tre alpinisti muoiono nel bellunese

Tre alpinisti bellunesi hanno perso la vita precipitando dalla via Dino e Maria, sul monte Cridola. Tutti e tre facevano parte del Soccorso alpino della Stazione dell'Alpago. Escursionista muore colpito da una scarica di sassi

BELLUNO - Tre alpinisti bellunesi hanno perso la vita precipitando dalla via Dino e Maria, sul monte Cridola. Tutti e tre facevano parte del Soccorso alpino della Stazione dell'Alpago. Si tratta di Andrea Zanon, 38 anni, di Chies d'Alpago (BL), Maudi De March, 36 anni, di Chies d'Alpago, e David Cecchin, giovane aspirante ventottenne di Belluno. Ne dà notizia il soccorso alpino e speleologico del Veneto.
Partiti in mattinata per la scalata, quando i tre rocciatori hanno ritardato il rientro al rifugio Padova dove erano attesi nel pomeriggio, è scattato l'allarme e la ricognizione dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha rivelato in breve la tragedia. I corpi dei tre uomini sono stati recuperati dai soccorritori del Centro Cadore e dall'equipaggio del Suem. Tra le cause dell'incidente, si pensa a un cedimento della sosta del secondo-terzo tiro, che li ha fatti precipitare per un centinaio di metri.

Escursionista muore colpito da una scarica di sassi - Un escursionista (C.V., 50 anni, di Silea, Treviso) ha perso la vita questa mattina sulle Dolomiti precipitando per 200 metri nel canalone sottostante il sentiero che stava percorrendo con tre amici, probabilmente colpito da un sasso caduto dall'alto. I quattro, tre uomini e una donna, si trovavano sotto la parete del Formenton, non distanti da forcella La Banca, sul versante di Falcade (Belluno), a circa 2.700 metri di altitudine, con il 50enne che precedeva gli altri lungo l'itinerario.
Poco prima delle 11 i compagni, che in quel momento erano più indietro rispetto a lui, hanno sentito il rumore di una scarica di sassi e, avanzati per un tratto, non hanno più trovato l'amico, solo le sue racchette da montagna a terra. Sportisi nel vuoto senza riuscire a scorgerlo, hanno subito contattato il 118.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver individuato il corpo dell'uomo, 200 metri più in basso, ha calato il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio per verificarne le condizioni. Tre soccorritori della Val Biois sono stati quindi elitrasportati in quota in supporto alle operazioni rese rischiose dalla caduta di altri sassi.
Due hanno accompagnato i tre escursionisti in un punto sicuro sul ghiaione, mentre il terzo veniva calato nelle vicinanze del corpo. La salma è stata ricomposta e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, imbarellata e recuperata con un verricello di 20 metri, per essere trasportata a valle, nella cella mortuaria di Caprile.