28 settembre 2020
Aggiornato 00:00
La tragedia di Ancona

Immigrati: Boldrini, Ancona è la punta dell'iceberg

La portavoce dell'Unhcr: Da anni giovanissimi afgani muoiono così. Bisogna parlare di più; occuparsene mediaticamente è essenziale per far venire fuori questo fenomeno

ROMA - La tragedia di Ancona non è un caso isolato: lo dice Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati, ai microfoni di SkyTg24, commentando il ritrovamento ieri di due giovani migranti morti soffocati nel cassone di un pullman su un traghetto proveniente da Patrasso. Altri tre sono in coma, in tutto erano 17. «Non è un nuovo fronte, sono anni che persone proveniente da diversi luoghi specialmente dall'Afghanistan, cercano di arrivare sulle coste italiane attraverso i traghetti che partono dalla Grecia» spiega Boldrini. «Spesso muoiono asfissiati nei container o si aggrappano ai semiassi dei tir e muoiono sull'asfalto delle nostre strade. E' una realtà di cui si sa ben poco e che si preferisce di non vedere».

Boldrini spiega di conoscere parecchi giovani afgani giunti in Italia «dopo viaggi estenuanti durati anche otto o dieci anni; partito che avevano 10 o 12 anni, ridotti in schiavitù arrivano sulle coste italiane dopo aver passato anni della loro adolescenza rischiando la vita». Di questo, sottolinea, «bisogna parlare di più; occuparsene mediaticamente è essenziale per far venire fuori questo fenomeno, altrimenti l'opinione pubblica non lo saprà e non ci sarà la pressione pubblica necessaria su tutti i governo, non solo su quello italiano».
La portavoce dell'Unhcr ricorda poi il ruolo che la crisi economica può giocare in queste tragedie, anche perchè «con la crisi c'è bisogno del capro espiatorio: già succede in Grecia dove gruppi di migranti vengono attaccati senza ragione ogni giorno» e dove si assiste allo sviluppo di movimenti politici che ne fanno una bandiera.